Tbilisi in un giorno
8 h di percorso4 tappeMeglio: Primavera o autunno: l’estate nella gola è soffocanteAggiornato luglio 2026
Tbilisi si legge in verticale. La città vecchia è infilata in una gola stretta, con il fiume Kura sotto e una cresta rocciosa sopra coronata da una fortezza, quindi la passeggiata naturale è salire, attraversare in alto e scendere dall’altro lato. Ci sta tutta in un giorno perché è sorprendentemente piccola.

Conviene cominciare da dove cominciò tutto, che qui non è una piazza né un tempio ma delle terme: la città esiste perché in questo punto esatto sgorgava acqua calda, e quell’origine funziona ancora come attività quindici secoli dopo.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
Abanotubani
La leggenda dice che il re Vakhtang Gorgasali stesse cacciando qui, che il suo falco cadde in una sorgente e ne uscì scottato, e che scoprendo l’acqua calda decise di spostare qui la capitale. Da lì il nome: «tbili» è tiepido.
La storia è probabilmente una favola, ma l’acqua è reale ed esce sui quaranta gradi.
Quello che si vede sono cupole di mattoni rotonde che spuntano dal suolo, perché le sale da bagno sono scavate e affiora solo il tetto. Si può entrare a fare il bagno, in sale private a ore. L’edificio più vistoso del quartiere è quello dalla facciata di piastrelle azzurre, che sembra una moschea e non lo è.
- 02
La città vecchia e la basilica di Anchiskhati
Il centro storico aggroviglia vicoli e case dai balconi di legno intagliato, molti puntellati e alcuni restaurati: è l’immagine di Tbilisi e anche il suo problema di conservazione, perché sono strutture fragili e care da mantenere.
In mezzo c’è la basilica di Anchiskhati, del VI secolo, la chiesa più antica ancora in piedi in città.
È piccola, di pietra nuda e quasi senza decorazione, e contrasta con le cattedrali enormi costruite qui in seguito. Accanto c’è Sioni, che fu la cattedrale principale per secoli.
- 03
Narikala e la Madre della Georgia
Si sale in funivia dal parco Rike, lungo il fiume, e in due minuti sei sulla cresta. Narikala è una fortezza eretta nel IV secolo e rifatta molte volte: persiani, arabi, mongoli, ottomani e russi sono passati di qui, e la città è stata rasa al suolo più di una volta.
Camminando lungo la cresta si arriva a Kartlis Deda, la Madre della Georgia: una figura di alluminio di venti metri collocata nel 1958 che regge una coppa di vino in una mano e una spada nell’altra.
La spiegazione è letterale e qui la ripetono tutti: vino per chi viene in pace, spada per chi no.
- 04
Il viale Rustaveli
Rustaveli parte da piazza della Libertà ed è il viale principale: il Parlamento, l’Opera, il teatro che porta lo stesso nome, il Museo Nazionale e una fila di edifici dell’Ottocento e di epoca sovietica. Si chiama così per Shota Rustaveli, il poeta del XII secolo che scrisse l’epopea nazionale.
È anche dove ha manifestato il paese intero, una volta dopo l’altra, per tutto il Novecento e per quanto va del nuovo secolo. Se la città vecchia racconta da dove viene Tbilisi, questo viale racconta cosa le è successo.
Il Museo Nazionale, a metà strada, ha la sezione di oreficeria preistorica che da sola vale la visita.
Domande frequenti
Ci si può bagnare nelle terme sulfuree?
Sì, ed è fra le cose più caratteristiche della città. Funzionano come case da bagno: si affitta una sala privata a ore, con la sua vasca di acqua sulfurea. Ci sono sale pubbliche più economiche e divise per sesso. L’odore di zolfo è forte e resta nei capelli, quindi non lasciarlo per il momento prima di un volo.
È facile muoversi a Tbilisi senza sapere l’alfabeto?
Sì. Il georgiano ha un alfabeto proprio che non somiglia a niente, ma la segnaletica stradale, la metro e le fermate dell’autobus sono anche in alfabeto latino, e in centro molti giovani parlano inglese. Le app di mappe e di trasporto funzionano normalmente.