Un fine settimana a Tbilisi
20 h di percorso3 tappeMeglio: Settembre e ottobre: è la vendemmia, il rtveliAggiornato luglio 2026
Sabato e domenica qui si dividono in due metà molto diverse: il sabato la città, che è compatta e si gira tutta a piedi. La domenica si esce, perché a meno di due ore c’è la regione dove si fa vino da ottomila anni.

E non è una cifra da dépliant: in Georgia sono stati trovati i resti di vino d’uva più antichi che si conoscano, e il metodo tradizionale, fermentare in giare di argilla interrate chiamate qvevri, è riconosciuto dall’Unesco come patrimonio immateriale.
Il percorso, tappa per tappa
3 TAPPE- 01
Sabato: il mercato del Ponte Secco e Fabrika
Il mercatino del Ponte Secco cominciò negli anni Novanta, quando la gente vendeva le proprie cose per sopravvivere al collasso successivo all’indipendenza, ed è rimasto. Oggi si vendono medaglie, macchine fotografiche, stoviglie, orologi e oggetti sovietici di ogni tipo, insieme a quadri e bigiotteria. È storia recente stesa su una coperta.
Dall’altra parte del fiume, Fabrika è una fabbrica di confezioni sovietica trasformata in ostello e cortile di bar e laboratori. Serve a vedere l’altra faccia della città: quella dei giovani che sono rimasti o tornati, con molto design, birra artigianale e vestiti di seconda mano.
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Sabato sera: una supra
La supra, il banchetto georgiano, non consiste semplicemente nel cenare molto: c’è una figura, il tamada, che fa da maestro dei brindisi e scandisce l’ordine (alla pace, agli assenti, agli antenati, ai bambini), e fra un brindisi e l’altro si mangia e si beve. I brindisi sono lunghi e si ascoltano. La tavola si serve tutta insieme e i piatti finiscono letteralmente impilati uno sull’altro, perché non ci sta tutto. Se ti invitano a una supra vera, in una casa, vai: è il posto dove si capisce meglio il paese. E metti in conto che dire «non bevo più» non funziona al primo tentativo.
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Domenica: Kakheti e Signagi
Il Kakheti raccoglie la maggior parte delle cantine visitabili, molte a conduzione familiare, ed è la principale regione vinicola del paese. Quello che va chiesto è che ti mostrino i qvevri: le giare di argilla interrate fino al collo dove il vino fermenta con le bucce e i vinaccioli, ed è quello che dà il «vino ambrato» per cui la Georgia è conosciuta.
Signagi è il paese bello della zona: cinto da mura, con case dai balconi e vista sulla valle dell’Alazani e, sullo sfondo, sulla catena innevata del Caucaso.
Lo chiamano «la città dell’amore» perché il suo ufficio di stato civile è aperto ventiquattr’ore e ci si può sposare senza aspettare. Una giornata basta per una cantina e per il paese.
Domande frequenti
Che cos’è il vino ambrato georgiano?
È vino bianco fermentato con le bucce e i vinaccioli dentro, come se fosse un rosso, tradizionalmente in giare di argilla interrate (qvevri). Questo gli dà colore arancione, tannini e una consistenza che non somiglia a quella di un bianco normale. È il metodo più antico che si conosca ed è ancora in uso.