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Hurghada: consigli pratici

1 h di percorso5 tappeMeglio: Tutto l'anno. L'acqua non scende mai sotto i 22°Aggiornato luglio 2026

IN BREVE

I resort sono pensati per il turista europeo, non c'è la pressione commerciale di Giza e tutto funziona: è la destinazione più facile d'Egitto. Ma ci sono quattro cose da avere chiare.

Yachts moored in Hurghada’s marina, the Red Sea behind
© 1stTam3r · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il visto, il sole (che qui inganna davvero, perché la brezza del mare ti nasconde che ti stai bruciando), il baksheesh e le regole della barriera. Nessun prezzo: la sterlina egiziana si muove molto.

Il percorso, tappa per tappa

5 TAPPE
  1. 01

    Il visto

    L'Egitto richiede il visto a quasi tutti e a Hurghada si ottiene come nel resto del paese: all'arrivo in aeroporto o come e-visa richiesta online prima di viaggiare.

    La regola dipende dalla tua nazionalità e cambia: verificala sul sito ufficiale o con il tuo consolato prima di comprare il volo, e controlla la validità minima richiesta al passaporto.

    Molti pacchetti turistici lo gestiscono per te: chiedi.

  2. 02

    Il sole inganna

    Il sole del Mar Rosso picchia più forte di quanto sembri e la brezza costante lo dissimula: non senti caldo, non sudi, e ti stai bruciando. È l'errore classico del primo giorno, e rovina il resto del viaggio.

    E in acqua è peggio: facendo snorkeling galleggi a faccia in giù per un'ora con la schiena al sole senza sentire niente. Maglietta in lycra o protezione alta e resistente all'acqua, sempre.

    E cappello fuori dall'acqua.

  3. 03

    Non toccare il corallo

    La barriera respira e la legge la protegge: toccarla, calpestarla o staccarne un pezzo la uccide, impiega decenni a crescere, e in zona di parco nazionale è reato, con multe. Non portarti via nemmeno conchiglie o stelle marine. E occhio ai piedi: il fondo ha ricci e corallo di fuoco, che brucia al contatto e fa male per giorni. Non è pericoloso ma rovina il viaggio.

  4. 04

    Il baksheesh e la contrattazione

    Come in tutto l'Egitto, il baksheesh funziona come sistema: si dà la mancia per qualsiasi servizio e fa parte dello stipendio di molta gente. Porta sempre banconote piccole, tante. Al souk di El Dahar e con i taxi si contratta, ma con molta meno intensità che al Cairo o a Marrakech: qui la gente è abituata al turista europeo e l'atmosfera è più rilassata.

  5. 05

    I dati sul cellulare

    L'Egitto resta fuori dall'Unione Europea: la tua tariffa di roaming non si applica ed è qui che arrivano le bollette a sorpresa. Il wifi del resort di solito va bene, ma solo dentro il resort. E fuori dall'hotel ti servirà: per chiamare un taxi, per la mappa di El Dahar, per sentire il centro sub o per chiamare se l'escursione ritarda. Una eSIM locale si attiva all'atterraggio e costa una frazione del roaming.

Domande frequenti

Serve il visto per Hurghada?

Sì, lo stesso del resto dell'Egitto: la maggior parte delle nazionalità lo ottiene all'arrivo in aeroporto o lo richiede online come e-visa. Verificalo per il tuo passaporto prima di volare. Molti pacchetti turistici lo gestiscono.

Il sole è forte a Hurghada?

Molto, e inganna: la brezza costante fa sì che non senti caldo mentre ti stai bruciando. In acqua è peggio, perché facendo snorkeling galleggi a faccia in giù con la schiena al sole. Maglietta in lycra o protezione alta resistente all'acqua.

Hurghada è sicura?

Sì, è la destinazione più facile d'Egitto: è pensata per il turismo europeo, non c'è l'insistenza commerciale di Giza e tutto funziona. Le precauzioni sono quelle di tutto l'Egitto: acqua in bottiglia e concordare i prezzi in anticipo.

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