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I quartieri di Tirana

4 h di percorso4 tappeMeglio: Il Pazari i Ri la mattina. Blloku di notteAggiornato luglio 2026

IN BREVE

La si attraversa a piedi da un capo all’altro, quindi qui i quartieri non sono una questione di distanze: sono una questione di strati di storia sovrapposti in pochi isolati. Il quartiere della movida è quello che era proibito, il parco grande lo fece il regime, e il mercato stava per sparire.

Tirana’s rooftops at dusk, mountains behind
© Quinn Dombrowski from Berkeley, USA · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Questi sono i quattro che contano, e sono tutti a una passeggiata dal centro.

Il percorso, tappa per tappa

4 TAPPE
  1. 01

    Blloku

    ⏱ 3 h

    Il quartiere con la storia più brutale della città e oggi il più animato. Fino al 1991 era transennato e sorvegliato: qui vivevano Hoxha e l’élite del Partito, e un albanese comune non poteva entrare. Né passeggiare, né attraversare. Esisteva un blocco proibito nel centro della propria capitale e tutti sapevano dov’era.

    Si aprì nel 1991 e la città se lo appropriò per intero: bar, ristoranti, terrazze e negozi, ed è dove esce Tirana. La villa di Hoxha è ancora in piedi, a un angolo, e si vede da fuori.

    Bere una birra nella strada dove ti avrebbero arrestato per aver camminato è un’esperienza rara e molto consigliata.

  2. 02

    Pazari i Ri

    ⏱ 2 hDieci minuti a est della piazza

    Il mercato nuovo nasconde il vecchio: è stato ristrutturato qualche anno fa invece di essere demolito, cosa che a Tirana non era l’esito prevedibile. Intorno ai banchi di frutta, verdura, formaggio e carne c’è una piazza con ristoranti, e le vie vicine si sono riempite di piccoli locali.

    È dove la città fa la spesa la mattina e mangia la sera, ed è la zona dove si mangia meglio senza pretese. Gli edifici sono dipinti di colori forti, eredità dell’epoca di Rama sindaco.

    Vacci la mattina per il mercato e torna a cena.

  3. 03

    Il viale e il centro

    ⏱ 2 hL’asse che attraversa la città da nord a sud

    Il viale dei Martiri della Nazione attraversa Tirana da nord a sud e concentra quasi tutto: la piazza Skanderbeg, i ministeri, l’università, la Piramide. Lo tracciarono gli architetti italiani durante l’occupazione di Mussolini, negli anni trenta, ed è per questo che il centro ha quella monumentalità fascista che non si accorda con nient’altro.

    Poi il comunismo aggiunse il suo, e poi arrivarono i colori di Rama e le torri nuove. Il risultato è un centro dove in duecento metri vedi quattro regimi che costruiscono sopra il precedente.

    È brutto a tratti ed è affascinante tutto il tempo.

  4. 04

    Il Parco Grande e il lago

    ⏱ 3 hIn fondo al viale, verso sud

    In fondo al viale, il Parku i Madh: bosco, sentieri e un lago artificiale costruito ai tempi del regime, oggi dove Tirana corre, passeggia e si siede.

    È davvero grande e d’estate è l’unico posto con ombra.

    È un buon contrappeso ai musei dei bunker: qui si vede la città normale che fa cose normali, famiglie la domenica, gente che corre, coppie. Dopo una mattinata di polizia segreta, ci vuole.

Domande frequenti

Dove alloggiare a Tirana?

In centro o a Blloku: la città è piccola e da lì si fa tutto a piedi. Blloku ha i bar e i ristoranti. Il centro mette la piazza e i musei a un passo. La zona del Pazari i Ri è la migliore per mangiare.

Perché gli edifici di Tirana sono colorati?

Per decisione di Edi Rama, pittore di professione, quando divenne sindaco dal 2000: senza soldi per ristrutturare, fece dipingere le facciate grigie di colori forti. Gli si attribuisce di aver cambiato l’umore della città, e finì primo ministro.

Tirana è sicura?

Sì, e la cattiva fama è superata: è una capitale tranquilla e il visitatore non incontra problemi. Quello che c’è è un traffico caotico, quindi il vero rischio di Tirana è attraversare la strada, non la delinquenza.

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