Un fine settimana a Pechino
20 h di percorso4 tappeMeglio: Autunno. In inverno la muraglia gela e in estate non c'è ombraAggiornato luglio 2026
La Grande Muraglia si porta via un giorno intero e non si negozia: è a un'ora e mezza o due dalla città, a seconda del tratto dove vai, e tornare in tempo per fare altro non succede. Quindi il fine settimana è semplice: una giornata di muraglia e una giornata imperiale. Qualsiasi tentativo di mettere le due cose lo stesso giorno finisce in un furgone.

E conviene smontare per prima cosa il mito che porta quasi tutti: la Grande Muraglia non si vede dallo spazio. È lunghissima ma è larga tra quattro e nove metri, cioè meno di un'autostrada, e dall'orbita bassa non si distingue a occhio nudo. Lo disse un libro del 1938, prima che qualcuno fosse stato lassù, e si ripeté per ottant'anni. Gli stessi astronauti cinesi l'hanno smentito.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
Sabato: la Grande Muraglia, e quale tratto
Prima, cos'è: non esiste una Grande Muraglia. Ci sono secoli di muraglie diverse, costruite da dinastie diverse su tracciati diversi nell'arco di duemila anni, alcune di terra battuta e altre di mattoni. Quello che si visita, quella delle foto, è la muraglia Ming del XV e XVI secolo, l'ultima e la meglio costruita. Sommando tutto, sono più di ventimila chilometri. In piedi e in buono stato, molto meno.
E quale tratto. Badaling è il più vicino, il più restaurato e il più affollato: c'è il treno dalla città e ci sono giorni in cui non si riesce nemmeno a camminare. Mutianyu è un po' più lontano, è ugualmente restaurato, ha la funivia e metà della gente: è la scelta sensata per quasi tutti.
E se hai voglia e gambe, ci sono tratti non restaurati come Jinshanling, dove la muraglia è mezza crollata, con la vegetazione sopra, e non c'è nessuno.
Attenzione a una cosa che non dicono: la muraglia segue le creste delle montagne, quindi non è una passeggiata, sono scale, e alcune hanno i gradini di mezzo metro.
- 02
Sabato sera: l'anatra
L'anatra laccata di Pechino ha due scuole e da seicento anni non si mettono d'accordo. L'antica, a forno chiuso, si fa dal 1416: l'anatra non tocca il fuoco, si arrostisce con il calore delle pareti di un forno riscaldato prima con paglia di sorgo, e viene più morbida.
La moderna, a forno aperto, è del 1864: l'anatra pende su legna di albero da frutto e il fumo entra nella carne.
Ciò che bisogna sapere per ordinarla: si ordina intera e si condivide, e la trinciano davanti in un centinaio di fette. Il buono è la pelle, e il gesto locale è intingere un pezzo di pelle croccante nello zucchero e mangiarselo da solo, prima di tutto. Poi si montano le crêpe con cipollotto, cetriolo e salsa.
E con la carcassa ti faranno una zuppa alla fine se la chiedi, che è quello che fanno tutti qui e quasi nessuno straniero.
- 03
Domenica: il Palazzo d'Estate
Fra i giardini imperiali conservati questo è il più grande, ed è enorme: tre quarti sono il lago Kunming, che non è naturale, lo scavarono a mano, e la terra estratta è la collina che ha dietro. Gli imperatori venivano qui a sfuggire al caldo della Città Proibita, che è un cortile di pietra senza ombra.
Il pezzo da vedere, perché racconta metà della storia della Cina, è la Barca di Marmo: una barca di pietra sulla riva del lago che ovviamente non naviga. L'imperatrice vedova Cixi la fece ricostruire alla fine dell'Ottocento, e l'accusa, che gli storici sfumano ma che in Cina tutti ripetono, è che usò per questo e per il resto del palazzo il denaro destinato a modernizzare la marina.
Poco dopo, quella marina fu distrutta dal Giappone nel 1894. Una barca di marmo che non galleggia, pagata con il denaro delle barche che invece dovevano galleggiare.
- 04
Domenica: il 798
Il 798 nacque come complesso di fabbriche di elettronica militare progettate e costruite da ingegneri della Germania dell'Est negli anni cinquanta, quando la Cina e il blocco sovietico erano amici. Per questo ha capannoni in stile Bauhaus, con tetti curvi e lucernari orientati a nord per avere luce costante, che è esattamente ciò di cui ha bisogno un atelier d'artista.
Quando le fabbriche chiusero negli anni novanta, gli artisti occuparono i capannoni perché erano economici, e oggi è il quartiere delle gallerie di Pechino.
La cosa interessante è che non l'hanno ripulito: ci sono ancora gli slogan rivoluzionari dipinti sulle travi negli anni sessanta, accanto a una galleria d'arte contemporanea. È l'unica parte di Pechino dove il Novecento si vede senza filtro, e ci si passeggia una domenica intera.
Domande frequenti
Quale tratto della Grande Muraglia è migliore da Pechino?
Mutianyu per quasi tutti: restaurato, con funivia e metà della gente di Badaling, che è il più vicino e il più affollato. Se cerchi muraglia non restaurata e senza nessuno, Jinshanling. Attenzione: la muraglia segue le creste, quindi non è una passeggiata, sono scale.
Si vede la Grande Muraglia dallo spazio?
No. È lunghissima ma è larga tra quattro e nove metri, meno di un'autostrada, e dall'orbita bassa non si distingue a occhio nudo. La bufala viene da un libro del 1938, scritto prima che qualcuno fosse stato nello spazio, e gli stessi astronauti cinesi l'hanno smentita.
Come si mangia l'anatra alla pechinese?
Si ordina intera e si condivide. La trinciano davanti in un centinaio di fette. Il buono è la pelle, e qui il gesto locale è intingere un pezzo croccante nello zucchero e mangiarselo da solo prima di montare le crêpe con cipollotto, cetriolo e salsa. Con la carcassa fanno una zuppa se la chiedi.