Cosa vedere a Sydney
8 h di percorso4 tappeMeglio: Presto: l'Opera House e il ponte senza gente sono un'altra cosaAggiornato luglio 2026
Un milione di piastrelle svedesi, un ponte che si dipinge senza sosta da quasi un secolo e il punto esatto dove nel 1788 sbarcò una flotta di forzati. I monumenti di Sydney sono pochi e stanno tutti sul bordo dell'acqua, cosa che facilita parecchio: si vedono a piedi, in fila, col porto sempre da un lato.

Quello che non si vede così facilmente è ciò che sta sotto. Questa è una città giovane, ha meno di duecentocinquant'anni come città europea, costruita su un territorio abitato da decine di migliaia di anni dal popolo gadigal. Le due stratificazioni sono lì, anche se una ha edifici e l'altra no. Vale la pena percorrere i soliti quattro posti sapendo cosa si sta guardando davvero.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
L'Opera House
L'Opera House sorge su Bennelong Point, e prima che Utzon disegnasse qualsiasi cosa qui c'era un deposito di tram. È difficile da immaginare ed è vero: l'edificio più famoso dell'emisfero sud fu costruito dove si ricoveravano i tram.
Si può vedere da fuori, che è gratis ed è il novanta per cento della faccenda, o entrare con una visita guidata. Fuori bisogna fare due cose: girarci tutto intorno fino al retro, dove non va quasi nessuno e dove le conchiglie si vedono dal basso, e avvicinarsi a toccare le piastrelle per verificare che ci sono due finiture diverse, lucida e opaca, che formano un disegno.
Dentro, quello che si vede è che l'interno non è di Utzon: quando si dimise nel 1966, lo finirono altri con criteri diversi, e quella cucitura fra esterno e interno è la ferita dell'edificio.
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L'Harbour Bridge
Fu aperto nel 1932, in piena Depressione, ed è un arco d'acciaio di quelli grandi: si attraversa su una passerella pedonale, gratis, e quella passeggiata è fra le cose migliori che si fanno qui senza pagare. Dal centro si vede l'Opera House incorniciata dalla struttura, che è la foto che tutti provano a fare.
Ci sono due cose da raccontare. Una: dipingerlo è un lavoro continuo (si comincia da un capo, si arriva all'altro e si ricomincia), al punto che in Australia «dipingere l'Harbour Bridge» significa un compito che non finisce mai.
Due: il giorno dell'inaugurazione un paramilitare di estrema destra di nome Francis de Groot si fece avanti a cavallo e tagliò il nastro con una sciabolata prima che lo facesse il primo ministro dello stato. Dovettero riannodare il nastro e ripetere la cerimonia. Se ti avanza budget e non ti fanno paura le altezze, si può salire sull'arco assicurati a un cavo.
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The Rocks
Qui sbarcò la Prima Flotta nel 1788 e qui cominciò la colonia penale: è il quartiere più antico d'Australia come insediamento europeo, una manciata di vicoli di arenaria con pub aperti da un secolo e mezzo, incastrato fra il porto e il ponte. Si percorre in un'ora ed è molto levigato per il turista, ma il posto è il posto.
E ha una storia che merita più attenzione dei pub: negli anni Settanta il quartiere intero doveva essere demolito per costruire torri di uffici.
A impedirlo fu il sindacato dell'edilizia, che si rifiutò di fare il lavoro, in quello che qui si chiamò un green ban: gli operai che dovevano buttarlo giù dissero di no. Grazie a quello è ancora in piedi. È uno dei pochi casi al mondo in cui un quartiere storico l'hanno salvato i muratori e non gli architetti.
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Il paese che c'era prima
Sydney sta in territorio gadigal, della nazione eora, abitato da decine di migliaia di anni, e quella stratificazione non ha monumenti da visitare in centro perché non era una cultura che costruisse in pietra. Ma c'è, e ci sono modi di vederla che quasi nessun visitatore cerca.
Il più diretto: le incisioni rupestri. Nei parchi di arenaria a nord e a sud della città ci sono figure incise nella roccia all'aria aperta (animali, pesci, figure umane) fatte dagli stessi popoli che vivevano qui quando arrivò la flotta. Non ci sono biglietti né code. Stanno per terra, nel bush, e ci si arriva coi mezzi pubblici in meno di un'ora.
L'altra stratificazione sta nella data: il 26 gennaio 1788 è quando sbarcò la Prima Flotta, è la festa nazionale, e per i popoli aborigeni è il giorno dell'invasione. Le due cose sono vere insieme e in Australia quella è una discussione aperta, non una questione chiusa.
Domande frequenti
Si può entrare gratis all'Opera House di Sydney?
Vederla da fuori è gratis ed è quasi tutta la faccenda: girale intorno fino al retro, dove non va nessuno e le conchiglie si vedono dal basso, e avvicinati a toccare le piastrelle. Sono più di un milione, svedesi, in due finiture diverse che formano un disegno. Entrare richiede una visita guidata o il biglietto di uno spettacolo. L'interno, per giunta, non è di Utzon: lo finirono altri dopo le sue dimissioni nel 1966.
Si può attraversare l'Harbour Bridge a piedi?
Sì, c'è una passerella pedonale ed è gratis: dal centro del ponte si vede l'Opera House incorniciata dalla struttura. È diverso dal salire sull'arco, che si fa assicurati a un cavo con l'azienda che lo organizza e costa parecchio. La passeggiata sulla passerella è una delle cose migliori che si fanno a Sydney senza pagare niente.