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Podgorica in un giorno

6 h di percorso4 tappeMeglio: Primavera o autunno. A luglio e agosto qui è un forno sul serioAggiornato luglio 2026

IN BREVE

Per quarantasei anni questa città non si è chiamata Podgorica. Si è chiamata Titograd, dal 1946 al 1992, e il nome non era decorativo: descriveva piuttosto bene quello che era successo. Nella Seconda guerra mondiale Podgorica fu distrutta dai bombardamenti alleati del 1944, e quello che ci crebbe sopra fu una capitale socialista nuova, di palazzoni e viali larghi, costruita in fretta su un terreno vuoto.

A fresco inside the Cathedral of the Resurrection
© Colomen · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Questo spiega la prima impressione, che di solito è di delusione: non c'è un centro storico che valga ore di giro, perché non l'hanno lasciato in piedi. Quello che c'è è una città di cemento con due fiumi dentro, una collina di pini in mezzo e pochi resti ottomani salvatisi perché stavano dall'altra parte dell'acqua. Un giorno qui non è un giorno di monumenti. È un giorno per capire come una capitale europea possa non avere passato visibile.

Il percorso, tappa per tappa

4 TAPPE
  1. 01

    Stara Varoš

    ⏱ 1-2 h

    La città vecchia di Podgorica sta in una passeggiata di un'ora, e già questo ti dice cos'è successo qui. È il quartiere ottomano, a est del fiume Ribnica, con strade strette e storte, qualche casa bassa e due moschee. Si è salvato per miracolo e per geografia: stava fuori dal centro che gli aerei cercavano.

    Il simbolo del quartiere è la Sahat Kula, la torre dell'orologio, del Settecento, piantata in una piazzetta. Non è spettacolare e non pretende di esserlo, ma è una delle pochissime cose della capitale che stavano qui prima della guerra. È lì che ti orienti: per secoli Podgorica è stata una città ottomana di frontiera, e di tutto quello restano questa torre, un paio di moschee e qualche strada.

    Il resto se lo sono portato via in pochi mesi del 1944.

  2. 02

    La cattedrale della Resurrezione

    ⏱ 1 h

    Una cattedrale ortodossa enorme e nuova, consacrata nel 2014, con due campanili e un interno coperto di affreschi fatti alla maniera tradizionale. Si può entrare e quasi tutti lo fanno, guardano in alto dieci minuti e se ne vanno. Tutta la visita sta in un dettaglio che quasi nessuno cerca.

    Nell'affresco del Giudizio Universale, fra i dannati, sono dipinti Tito, Marx ed Engels che bruciano all'inferno. Non è una leggenda metropolitana né un'interpretazione: sono lì, riconoscibili, e quando la chiesa fu consacrata la cosa sollevò una polemica considerevole dentro e fuori dal paese.

    Pensa cosa significa: la città si è chiamata Titograd per quasi mezzo secolo e nella sua cattedrale nuova hanno dipinto Tito all'inferno. Quell'affresco racconta la politica di questo paese meglio di qualunque museo.

  3. 03

    La collina di Gorica

    ⏱ 1-2 h

    Il nome della città viene da qui, letteralmente: Podgorica significa «sotto la Gorica», e la Gorica è questa collinetta coperta di pini piantata in mezzo al tessuto urbano. È la risposta alla domanda su cosa fare a Podgorica quando hai già visto i quattro monumenti: salire.

    È un parco forestale con sentieri, e da lassù si capisce la città in un colpo d'occhio: la scacchiera del centro nuovo, i palazzoni a ovest, i due fiumi e, sullo sfondo, le montagne che rendono questo posto un forno d'estate, perché Podgorica sta infilata in una conca. In cima c'è un memoriale partigiano della Seconda guerra mondiale. La salita è breve, l'ombra è gradita e di sera è piena di gente del posto che corre, il che è già un dato: è il parco della città, non un'attrazione.

  4. 04

    I due fiumi e il ponte del Millennio

    ⏱ 1-2 h

    Podgorica ha due fiumi, la Morača e la Ribnica, e si uniscono dentro la città. Quella confluenza è il sito originario: lì stanno i resti della fortezza di Ribnica e un vecchio ponte di pietra, che continua ad attraversare l'acqua senza portare in nessun posto preciso. Quel ponte e la torre dell'orologio sono quasi tutto quello che resta della Podgorica di prima.

    Poco più in là c'è il ponte del Millennio, del 2005, uno strallato bianco che è quello che la città mette sulle cartoline e quello che si illumina di notte. Il confronto è tutta la faccenda in due chilometri di fiume: un ponte di pietra che nessuno sa datare con precisione e un altro di vent'anni fa che è già il simbolo della capitale.

    D'estate, poi, la riva della Morača è dove la gente si butta a fare il bagno, perché l'acqua scende fredda dalla montagna e a quaranta gradi non è un aneddoto.

Domande frequenti

Vale la pena fermarsi a Podgorica?

Per un giorno sì, per tre no. La città fu distrutta nei bombardamenti del 1944 e ricostruita come capitale socialista col nome di Titograd, quindi di centro storico ce n'è appena: restano il quartiere ottomano di Stara Varoš con la sua torre dell'orologio del Settecento, la collina di Gorica e i due fiumi. Il suo valore vero è come base: il paese intero sta in gite di un giorno da qui.

Perché si chiamava Titograd?

Perché nel 1946, dopo che i bombardamenti alleati del 1944 avevano raso al suolo la città, la Jugoslavia la ricostruì come capitale della repubblica del Montenegro e la ribattezzò in onore di Tito. Si chiamò Titograd fino al 1992, quando riprese il nome di Podgorica. La curiosità è che nella cattedrale nuova, consacrata nel 2014, c'è un affresco che dipinge Tito mentre brucia all'inferno.

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