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Un fine settimana a Podgorica
18 h di percorso4 tappeMeglio: Da aprile a giugno o settembre-ottobre: né forno né chiusoAggiornato luglio 2026
Il paese sta in un fine settimana, ed è quasi letterale. Il Montenegro ha meno di quattordicimila chilometri quadrati e poco più di seicentomila abitanti: è più piccolo di molte province europee, e da Podgorica si arriva alla costa, al lago, alle montagne e alla vecchia capitale reale senza ripetere direzione e senza dormire fuori. È l'unica ragione per cui un fine settimana qui ha senso.

Quindi la ripartizione si fa da sola, e conviene accettarla senza litigarci: la capitale si sbriga in una mezza giornata lunga, e il resto sono ore di uscite. Un giorno per Podgorica e il lago di Scutari, che sta a mezz'ora ed è la riserva di uccelli più importante di questa parte d'Europa. Un altro per Cetinje e la costa, o per il monastero di Ostrog se ti attira di più il dramma. Quello che non funziona è restare qui due giorni interi.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
Sabato mattina: la capitale, tutta
Podgorica si vede in una mattina e non è un insulto, è pianificazione. Il quartiere ottomano di Stara Varoš con la torre dell'orologio del Settecento, il ponte vecchio alla confluenza della Morača e del Ribnica, la cattedrale nuova col suo affresco dell'inferno e una salita alla collina di Gorica. Con quello hai visto la capitale.
Il motivo per cui è così corto è storico: i bombardamenti del 1944 lasciarono la città al suolo e quello che ci crebbe sopra fu Titograd, una capitale socialista di palazzoni fatta in fretta. Non ci sono secoli da percorrere perché non li hanno lasciati in piedi.
Fallo presto per un motivo pratico: da giugno a settembre, a mezzogiorno, qui si superano abbondantemente i quaranta gradi e non avrai voglia di camminare.
- 02
Sabato pomeriggio: il lago di Scutari
A mezz'ora abbondante dalla capitale c'è il lago più grande del sud Europa, e metà non è di questo paese: la frontiera con l'Albania lo taglia a metà. È una riserva di uccelli di primo livello ed è lì l'argomento per venirci: è uno degli ultimi posti d'Europa dove nidifica il pellicano riccioluto, un bestione sempre più raro.
Il paese d'ingresso è Virpazar, e ha un vantaggio che quasi nessuno sfrutta: il treno Podgorica-Bar ci ferma, quindi si può fare senza auto. Dall'imbarcadero partono barche a percorrere i canali fra ninfee, monasteri su isolotti e villaggi di pescatori.
E c'è un dettaglio di calendario che decide la gita: d'estate il lago si copre di ninfee in fiore e gli uccelli ci sono, ma il caldo picchia. In primavera e in autunno si vede di più e si suda di meno.
- 03
Domenica: Cetinje, la capitale che lo è ancora a metà
A quaranta minuti da Podgorica aspetta la città che fu la capitale vera finché non lo fu più, e che continua ad avere il titolo ufficiale di Antica Capitale Reale. È l'opposto di Podgorica in tutto: piccola, bassa, con case dell'Ottocento, strade alberate e un'aria da paesone che si dà il caso abbia governato un paese.
Quello che va visto qui sono le ambasciate: quando il Montenegro era un regno indipendente, le potenze europee ci piantarono le loro legazioni, e quegli edifici stanno ancora in piedi con i loro stemmi, trasformati oggi in scuole, biblioteche e musei. Una via di ambasciate in un posto di quindicimila abitanti.
C'è anche il palazzo del re Nikola e il monastero. E da qui la strada sale al mausoleo di Njegoš, in cima al Lovćen, che è dove questo paese guarda se stesso.
- 04
Domenica pomeriggio: il vino, sottoterra
Alla periferia di Podgorica si nasconde Šipčanik, e la storia del posto è migliore del vino, che pure è buono. Il tunnel fu scavato come hangar sotterraneo per gli aerei dell'aeronautica jugoslava. Rimase inservibile dopo i bombardamenti del 1999, e invece di tapparlo lo trasformarono in cantina: la temperatura sottoterra è costante tutto l'anno, che è esattamente quello che serve a un vino.
Così oggi si scende da una bocca di cemento militare in un capannone enorme pieno di botti di rovere. Intorno c'è il vigneto del Ćemovsko polje, una delle distese di vigna continua più grandi d'Europa, con il vranac, l'uva rossa autoctona e il vino che berrai in tutto il paese, che tu lo chieda o no.
Chiudere il fine settimana bevendo vranac dentro un hangar di guerra è la cosa più montenegrina che puoi fare in due giorni.
Domande frequenti
Cosa fare in un fine settimana a Podgorica?
La capitale si vede in una mattina lunga, quindi il fine settimana si riempie uscendo: il lago di Scutari sta a mezz'ora (il treno per Bar ferma a Virpazar), Cetinje (l'antica capitale reale, con le sue ambasciate dell'Ottocento) a quaranta minuti, e la cantina di Šipčanik, un hangar sotterraneo di aerei militari riconvertito, alla periferia. Kotor e la costa sono a un'ora e mezza.
È meglio dormire a Podgorica o sulla costa?
Dipende dalla stagione. A luglio e agosto la costa è piena e cara e Podgorica è un forno da quaranta gradi infilato in una conca: vince la costa anche se guidi di più. Fuori stagione, Podgorica costa molto meno, ha l'aeroporto a dodici chilometri e da qui arrivi in tutto il paese in meno di due ore.