Cusco in un giorno
8 h di percorso4 tappeMeglio: Il primo giorno, piano: sei a 3.400 m e il corpo lo senteAggiornato luglio 2026
Cusco sta a tremilaquattrocento metri e questo va messo nel programma dal primo minuto: il primo giorno non si fa turismo normale, si fa turismo lento. Salire una salita che a casa non noteresti qui ti lascia senza fiato, e forzare il primo giorno è il modo più comune di passare il secondo a letto.

Per fortuna la città è compatta e l’essenziale sta intorno alla Plaza de Armas. Il percorso qui sotto sale molto gradualmente e lascia il punto più alto, la fortezza, per fine giornata, quando hai già ore di acclimatamento alle spalle.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
Qorikancha
Il Tempio del Sole occupava questo terreno ed era il centro religioso del Tahuantinsuyo: le cronache raccontano che i muri erano rivestiti di lamine d’oro e che c’era un giardino con piante e animali d’oro e d’argento a grandezza naturale. Gli spagnoli portarono via tutto e costruirono sopra il convento di Santo Domingo.
Quello da guardare è come le due cose si incastrano. I terremoti del 1650 e del 1950 buttarono giù buona parte della costruzione coloniale e i muri incaici non si mossero di un dito.
Pietra tagliata con tale precisione che le giunture non lasciano passare un foglio di carta, e senza una goccia di malta. La risposta al perché reggano sta in quella giuntura.
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La Plaza de Armas e la cattedrale
La piazza faceva da Haukaypata inca, il centro cerimoniale dove confluivano le quattro strade dell’impero, e oggi la circondano la cattedrale e la chiesa della Compagnia. La cattedrale fu costruita con pietre portate da Sacsayhuamán, cioè smontando la fortezza inca per tirare su la chiesa. Dentro c’è il quadro da vedere: un’Ultima Cena della scuola cusqueña in cui il piatto principale è un porcellino d’India arrosto, con le zampe all’insù, e nei calici c’è chicha. I pittori indigeni impararono la tecnica europea e ci infilarono dentro il loro mondo. Non è un aneddoto: è tutta la scuola cusqueña riassunta in un quadro.
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La via Hatun Rumiyoc e la pietra a dodici angoli
Un vicolo stretto con un muro inca da un lato, quello che era il palazzo di Inca Roca e oggi è il palazzo arcivescovile. La pietra famosa ha dodici angoli e si incastra perfettamente con tutte quelle che la circondano, senza malta e senza un gioco.
Vale la pena guardare oltre quella pietra precisa, sempre circondata di gente: tutto il muro è altrettanto buono.
E nota che le pietre non sono rettangolari ma poligonali e irregolari: incastrare forme irregolari è molto più difficile che impilare conci, ed è esattamente ciò che fa sì che il muro assorba i terremoti invece di spaccarsi.
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Sacsayhuamán
Sopra la città ci sono tre terrazze a zigzag costruite con blocchi ciclopici: il maggiore pesa oltre cento tonnellate e combacia con i vicini con la stessa precisione millimetrica di un muro piccolo. Furono trasportati da cave a chilometri di distanza, senza ruota e senza animali da tiro. Quello che si vede oggi è una frazione: gli spagnoli la usarono per secoli come cava per costruire Cusco, e si salvarono solo i blocchi troppo grandi da spostare. Si sale a piedi, ma se è il tuo primo giorno in quota conviene il taxi in salita e scendere camminando.
Domande frequenti
Quanto ci vuole per acclimatarsi all’altitudine di Cusco?
Di solito ci si sente bene dal secondo o terzo giorno. Il primo conviene prenderla con calma: arrivare, posare le valigie, camminare poco e in piano, bere molta acqua e niente alcol. La maggior parte delle persone avverte un po’ di mal di testa e mancanza d’aria nelle prime ore.
Perché i muri incaici sono ancora in piedi e le chiese no?
Per la tecnica: pietre poligonali tagliate per incastrarsi fra loro senza malta, con le facce leggermente inclinate verso l’interno. In un terremoto i blocchi si muovono e si riassestano invece di rompersi. La muratura coloniale con malta è rigida e si crepa. Nel 1650 e nel 1950 si vide la differenza.