Mangiare al Cairo: koshari e strada
2 h di percorso4 tappeMeglio: Il koshari a mezzogiorno. Il souk e il tè di seraAggiornato luglio 2026
Il koshari, piatto nazionale, è un'invenzione di strada dell'Ottocento e una delle cose migliori che si mangiano al mondo per quel che costa. La cucina di qui è tra le più economiche e oneste del Mediterraneo, e non somiglia né a quella marocchina né a quella turca: comandano i legumi, il pane pita e il popolo.

Non ti diamo una lista di ristoranti: ti diamo i piatti e dove si mangiano. E un avviso pratico: l'acqua del rubinetto non si beve, e proprio per questo attento al ghiaccio e alle insalate lavate nei posti più informali.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
Il koshari
Il piatto nazionale e una stranezza gloriosa: pasta, riso e lenticchie nella stessa ciotola, con ceci, salsa di pomodoro speziata, aglio e aceto, e una montagna di cipolla fritta croccante sopra. Sulla carta non ha alcun senso. In bocca, dà dipendenza.
È nato nell'Ottocento dalla mescolanza delle comunità dell'Egitto coloniale (gli italiani misero la pasta, gli indiani le lenticchie) e oggi è ciò che mangiano tutti. Ci sono locali dedicati solo a questo, con la macchina della cipolla sulla porta.
Costa quanto un caffè.
- 02
Ful, taameya e la colazione
La colazione dell'Egitto si riduce a due cose: il ful medames, uno stufato di fave con olio, limone e cumino, mangiato con il pane fin dai tempi faraonici, e la taameya, il falafel egiziano, fatto con le fave invece dei ceci, più verde dentro e più succoso di quello libanese.
Si mangiano a qualsiasi bancarella di strada per pochissimo, a qualsiasi ora, con pane pita appena fatto.
Se assaggi una sola cosa di strada al Cairo, che sia una taameya appena fritta.
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Il tè e la shisha a Khan el-Khalili
In Egitto il caffè (l'ahwa) funziona come istituzione maschile e sociale dove si passano ore con un tè alla menta e una shisha. A Khan el-Khalili c'è l'El Fishawi, aperto dal 1773 e, a quanto si dice, senza chiudere un solo giorno in 250 anni. Lì scriveva Nagib Mahfuz, il Nobel egiziano. È turistico, sì, e vale comunque la pena: specchi antichi, vicolo stretto, venditori ogni trenta secondi e un tè alla menta che sa di più per il posto.
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L'acqua e lo stomaco
L'acqua del rubinetto non si beve in Egitto: compra quella in bottiglia e controlla che il sigillo sia intatto. È economica ed è ovunque.
Da qui derivano due accortezze nei posti più informali: il ghiaccio (fatto con acqua del rubinetto) e le insalate o la frutta sbucciata lavate con quell'acqua. Il cibo cotto e caldo delle bancarelle è sicuro e lo mangiano tutti: quel che va sorvegliato è il crudo e il freddo.
Domande frequenti
Cos'è il koshari?
Il piatto nazionale egiziano: pasta, riso e lenticchie nella stessa ciotola, con ceci, salsa di pomodoro speziata e cipolla fritta croccante sopra. È nato nell'Ottocento dalla mescolanza delle comunità ed è uno dei pasti più economici e buoni del paese.
Si può bere l'acqua del rubinetto al Cairo?
No: bevi sempre acqua in bottiglia e controlla il sigillo. Per lo stesso motivo, attento al ghiaccio e alle insalate o frutta sbucciata nei posti informali. Il cibo caldo delle bancarelle, invece, è sicuro.
Cos'è la taameya?
Il falafel egiziano, fatto con le fave invece dei ceci: più verde dentro e più succoso di quello libanese. Si mangia a qualsiasi bancarella di strada con pane pita, ed è una delle cose economiche migliori del Cairo.