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Cosa vedere a Berlino

14 h di percorso4 tappeMeglio: Da maggio a settembre. I musei salvano l’invernoAggiornato luglio 2026

IN BREVE

Il muro cadde il 9 novembre 1989 quasi per sbaglio. Un portavoce del governo della RDT, Günter Schabowski, lesse in conferenza stampa una bozza di norme di viaggio che non aveva preparato, e quando un giornalista gli chiese da quando entrava in vigore, cercò sul foglio e rispose la prima cosa: «immediatamente, senza indugio». Quella notte migliaia di persone si piantarono ai valichi e le guardie, senza ordini, finirono per aprire.

A train crossing the viaduct beside the Museum Island buildings, the Bode dome behind
© Roy Zuo · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Berlino si visita capendo questo: qui l’importante non è sempre un bell’edificio, ma il posto in cui è successo qualcosa. E buona parte di quei posti è segnalata con pochissima cerimonia.

Il percorso, tappa per tappa

4 TAPPE
  1. 01

    L’Isola dei Musei, e cosa è aperto

    L’isola della Sprea si riempì di musei fra il 1830 e il 1930 per esporre quello che la Prussia aveva radunato, ed è patrimonio dell’Unesco dal 1999. Oggi bisogna andarci con il dato aggiornato: il Pergamon, con l’altare ellenistico e la porta di Ishtar, è chiuso da ottobre 2023. L’ala nord e l’edificio centrale riaprono il 4 giugno 2027. L’ala sud, nel 2037.

    Quattordici anni di lavori in tutto.

    Quello che apre ripaga il viaggio: il Neues Museum custodisce il busto di Nefertiti, di circa tremilatrecento anni, trovato nel 1912 ad Amarna ed esposto in una sala tutta per lui. L’Alte Nationalgalerie ha pittura tedesca dell’Ottocento, e il Bode sculture e monete, nell’edificio con la cupola sulla punta dell’isola.

  2. 02

    Checkpoint Charlie e la Topografia del Terrore

    Da Checkpoint Charlie passavano stranieri e diplomatici, e nel 1961 lì si puntarono carri armati sovietici e statunitensi per sedici ore, cannone contro cannone. Quello che c’è oggi è una replica della garitta con attori in costume e negozi di souvenir intorno: è la cosa più turistica e meno interessante di Berlino, e conviene saperlo prima di attraversare la città per vederla.

    A cinque minuti a piedi c’è la Topografia del Terrore, che è l’opposto: il terreno dove stavano le sedi della Gestapo e delle SS, demolite dopo la guerra. Non hanno ricostruito nulla. C’è una mostra all’aperto e un centro, gratuiti, che documentano chi amministrò il terrore da quel punto esatto. È fra le visite più dure e più necessarie della città.

  3. 03

    L’Alexanderplatz e la torre della televisione

    La Fernsehturm misura 368 metri e nessun edificio tedesco la supera. La RDT la innalzò nel 1969 per dimostrare capacità tecnica e perché si vedesse da Berlino Ovest. La battuta venne da sé: quando le batte il sole, la sfera d’acciaio riflette una croce luminosa, e i berlinesi la chiamarono «la vendetta del Papa».

    Il regime provò a eliminarla e non ci riuscì.

    Intorno c’è l’Alexanderplatz, la grande piazza socialista, con l’orologio mondiale e i blocchi degli anni Sessanta. Non è bella in senso convenzionale, ma è la fotografia più onesta di quello che fu la Berlino Est, ed è ancora il nodo dei trasporti di mezza città.

  4. 04

    Lo Humboldt Forum e il palazzo che va e viene

    In questo terreno stava il palazzo reale prussiano, danneggiato dalla guerra e fatto saltare dalla RDT nel 1950 in quanto simbolo dell’imperialismo. Al suo posto alzarono il Palazzo della Repubblica, sede del parlamento della Germania Est, con bowling e sale da concerto, molto amato da tanta gente. Dopo la riunificazione fu chiuso per amianto e smontato fra il 2006 e il 2008.

    E sopra si è ricostruito il palazzo prussiano, terminato nel 2020, con tre facciate barocche copiate e una quarta moderna. Dentro c’è lo Humboldt Forum, con collezioni etnologiche la cui provenienza coloniale è oggi oggetto di dibattito aperto, compresi i bronzi del Benin, la cui proprietà la Germania ha trasferito alla Nigeria.

    Pochi edifici raccontano così bene gli strati di questa città.

Domande frequenti

Vale la pena Checkpoint Charlie?

Poco, sinceramente. Quello che c’è è una replica della garitta con attori in costume e negozi intorno. Se devi scegliere, a cinque minuti c’è la Topografia del Terrore, gratuita e sul terreno vero della Gestapo, e in Bernauer Straße si vede com’era il muro davvero.

Dov’è il busto di Nefertiti?

Al Neues Museum, sull’Isola dei Musei, in una sala tutta per lui. Non è al Pergamon, che oltretutto è chiuso da ottobre 2023 e non riapre del tutto fino al 2037. È la confusione più frequente quando si organizza la visita.

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