Milano in un giorno
8 h di percorso5 tappeMeglio: Sali sul tetto del Duomo a fine giornata, con la luce bassa sul marmoAggiornato luglio 2026
Si sale sul tetto. È la risposta a cosa fare a Milano in un giorno ed è quella che quasi nessuno usa: al Duomo si può camminare sopra, tra le guglie e le statue, su passerelle di marmo a cinquanta metri da terra. La maggior parte della gente entra, guarda in alto da dentro e se ne va senza accorgersi che la parte bella era a un piano di distanza.

Il resto della giornata si organizza da solo perché tutto è in un raggio di un chilometro: la galleria dell'Ottocento, la Scala, il castello. E c'è una cosa che non entra nell'improvvisazione e va detta subito: l'Ultima Cena si prenota con settimane o mesi di anticipo. Se sei arrivato a Milano senza biglietto, non la vedrai, e alzarsi presto non serve.
Il percorso, tappa per tappa
5 TAPPE- 01
Il tetto del Duomo
La cattedrale ha centotrentacinque guglie e circa tremilaquattrocento statue, più di qualsiasi altro edificio al mondo, e la cosa straordinaria è che si può salire a camminare tra di esse. Le passerelle del tetto sono di marmo ed erano pensate per gli scalpellini, non per te, quindi non ci sono parapetti moderni né vetri: sei sulla copertura di una cattedrale gotica come su una terrazza.
Dall'alto si vede una cosa che da sotto non si vede: che questo è stato fatto in seicento anni. Si è cominciato nel 1386 e l'ultima porta è stata posata nel 1965. Ogni generazione ha aggiunto la sua, quindi c'è gotico, rinascimento, neoclassico e statue del Novecento sullo stesso tetto.
Il marmo è di Candoglia, di una cava che il duca regalò alla cattedrale nel 1387 e che è ancora sua e ancora lavora: sei secoli dopo, la pietra per riparare il Duomo esce dallo stesso buco.
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La Madonnina e la regola dell'altezza
In cima alla guglia maggiore, a centotto metri, c'è una Madonna dorata di quattro metri messa nel 1774 che a Milano si chiama la Madonnina, al diminutivo e con affetto, come si chiama qualcuno di famiglia. È il simbolo della città e c'è una canzone popolare su di lei che qui sanno tutti.
Ed esiste una regola non scritta che Milano prende sul serio da due secoli e mezzo: niente può essere più alto della Madonnina.
Quando nel 1958 si alzò il grattacielo Pirelli e la superò, non lo abbatterono: ci misero sopra una replica della Madonnina. E quando in questo secolo arrivarono torri ancora più alte, fecero lo stesso. Così oggi ci sono diverse Madonnine sui tetti di Milano, e la regola si continua a rispettare per via del trucco, che è un modo molto milanese di risolvere le cose.
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La Galleria e il toro
La Galleria Vittorio Emanuele II risale al 1877 ed è il più antico passaggio commerciale coperto ancora in piedi e in uso, con una volta di ferro e vetro che ai suoi tempi fu un'impresa. Collega il Duomo alla Scala in cento metri e la si attraversa senza volerlo.
Nel pavimento dell'ottagono centrale ci sono quattro mosaici con gli stemmi delle città del regno, e quello di Torino è un toro. La tradizione locale è mettere il tacco sui testicoli del toro e fare tre giri completi, per la fortuna. Sembra una sciocchezza da guida e non lo è: c'è un buco vero scavato nel mosaico, di diversi centimetri, fatto a forza di tacchi nell'arco di un secolo, e va riparato ogni pochi anni.
Vacci, guarda il buco e decidi tu.
- 04
Il Castello Sforzesco e l'ultima Pietà
Il castello degli Sforza impone per dimensioni, si vede gratis dall'esterno, e ha dietro un parco che è il polmone del centro. Dentro ci sono vari musei, e in uno di essi c'è la ragione per entrare: la Pietà Rondanini, l'ultima scultura di Michelangelo, a cui lavorò fino a sei giorni prima di morire, a ottantotto anni.
Non è finita ed è questo il punto. La cominciò, la abbandonò, la riprese anni dopo e la riscolpì sopra, cambiando idea: si vede ancora un braccio antico che pende, staccato, dalla versione precedente.
È astratta quasi senza volerlo, non somiglia a nient'altro di suo e sta sola in una sala grande e vuota, senza cordone. Dopo la Pietà del Vaticano, vedere questa impressiona più di quanto ci si aspetti.
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Aperitivo sui Navigli
Della rete di canali che Milano ebbe per secoli restano i due Navigli, e non furono fatti per romanticismo: furono fatti per portare cose pesanti, e la cosa pesante per eccellenza fu il marmo del Duomo, che scese galleggiando dalla cava di Candoglia fino al centro della città. Leonardo lavorò al sistema di chiuse. Negli anni Trenta li coprirono quasi tutti e restarono questi due.
Al tramonto qui si fa l'aperitivo, che è un'istituzione milanese: ordini un drink e con quello arriva del cibo, a volte un intero buffet. Non è una promozione, è come cena mezza città durante la settimana. La bevanda classica è il Campari, inventato a Milano nel 1860, o lo spritz.
Comincia verso le sette: alle nove, qui è pieno.
Domande frequenti
Cosa vedere a Milano in un giorno?
Il tetto del Duomo, che quasi nessuno fa ed è la cosa migliore: si cammina tra le guglie su passerelle di marmo. Poi la Galleria, la Scala, il Castello Sforzesco con l'ultima Pietà di Michelangelo, e l'aperitivo sui Navigli al tramonto. È tutto in un chilometro.
Si può salire sul tetto del Duomo di Milano?
Sì, ed è la cosa migliore della città: si cammina tra le 135 guglie su passerelle di marmo pensate per gli scalpellini, senza vetri né parapetti moderni. C'è l'ascensore e ci sono le scale. Dall'alto si vede che la cattedrale è stata costruita nell'arco di seicento anni, dal 1386 al 1965.
Perché a Milano non ci sono edifici più alti del Duomo?
Per una regola non scritta: niente può stare sopra la Madonnina, la Madonna dorata della guglia maggiore. Quando il grattacielo Pirelli la superò nel 1958, non lo abbatterono: ci misero sopra una replica della Madonnina, e lo stesso hanno fatto le torri nuove. Oggi ci sono diverse Madonnine sui tetti.