Un fine settimana a Milano
18 h di percorso4 tappeMeglio: Prenota l'Ultima Cena prima del volo. Sul serioAggiornato luglio 2026
L'Ultima Cena si prenota con mesi di anticipo. Non è un'esagerazione da guida: entrano trentacinque persone ogni quindici minuti, con orario assegnato, e non di più. È il contingente giornaliero e si esaurisce. Se vieni a Milano per un fine settimana e vuoi vederla, prenota prima di comprare il volo, perché l'ordine inverso non funziona.

Risolto questo, due giorni a Milano bastano e avanzano e permettono persino la mossa che fa la gente di qui: scappare. Il lago di Como è a quaranta minuti di treno e Bergamo a cinquanta, e l'una o l'altra è una giornata intera molto meglio di un terzo museo. Milano è una città per lavorare durante la settimana e per andarsene la domenica, e vale la pena imitarla.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
Sabato: l'Ultima Cena
Occupa il refettorio di un convento, che era la sua sala da pranzo, ed è lì che Leonardo la dipinse tra il 1495 e il 1498 perché i frati mangiassero guardandola. L'ingresso è di quindici minuti esatti e in gruppi di trentacinque, attraversando delle camere che regolano l'umidità. Non è teatro: il dipinto sta morendo dal giorno in cui fu terminato.
Ed è questa la storia. Leonardo non volle fare un affresco, che si dipinge su intonaco umido e dura secoli, perché l'affresco obbliga a lavorare in fretta e lui voleva poter correggere. Così dipinse a tempera su intonaco secco, e cominciò a staccarsi dopo vent'anni. Quello che vedi è un fantasma restaurato venti volte.
E ciononostante sopravvisse all'impossibile: nell'agosto del 1943 una bomba distrusse l'intero refettorio. Crollarono il tetto e tre pareti. Quella dell'Ultima Cena, protetta con sacchi di sabbia, rimase in piedi. Ci sono le foto.
- 02
Sabato: la Pinacoteca di Brera
Brera ospita la grande pinacoteca di Milano e porta un'origine che non nasconde: la formò Napoleone all'inizio dell'Ottocento mettendo insieme ciò che le sue truppe requisirono da chiese e conventi di tutto il nord Italia. È un museo fatto di bottino, e questo è spiegato dentro senza giri di parole.
Dentro c'è il Cristo morto di Mantegna, una di quelle opere che bisogna vedere di persona perché lo scorcio non funziona in foto: è dipinto dai piedi, con le piante in primo piano, e a seconda di dove ti metti ti segue.
Ci sono anche Raffaello, Caravaggio e Piero della Francesca.
Il quartiere attorno, Brera, è uno dei pochi angoli di Milano con strade storte, ed è dove stava la bohème prima che costasse quanto costa.
- 03
Sabato sera: la Scala e il loggione
La Scala risale al 1778 e da fuori è un edificio così sobrio che la gente le passa davanti senza riconoscerla. Dentro è rossa e oro e ha sei ordini di palchi. Si può vedere con la visita al museo, ma l'ideale è entrare a qualcosa.
Ed ecco l'interessante: l'ultimo piano, il loggione, è la zona economica, e i suoi habitué sono gli appassionati più temuti del mondo dell'opera. Non sono critici di giornale: sono milanesi che vengono da sessant'anni, che conoscono ogni registrazione e che fischiano senza pietà un tenore che sbagli una nota, fosse anche una star mondiale. È successo ai più grandi ed è finito in prima pagina.
I biglietti del loggione sono i più economici del teatro e si vendono in giornata: è il modo di vedere la Scala senza pagare una fortuna.
- 04
Domenica: il lago di Como
Quaranta minuti di treno ed eccoti su un lago glaciale profondo quattrocento metri, tra i più profondi d'Europa, con le Alpi sullo sfondo e paesi aggrappati alla riva. Che questo sia a quaranta minuti da una capitale economica è la cosa migliore di Milano.
Il lago ha la forma di una Y rovesciata e questo decide la tua giornata. Como, la città, è sulla punta sud-ovest ed è la più facile ma la meno bella. Il trucco della gente di qui è prendere il treno per Varenna, sul braccio est, che ha una stazione accanto all'imbarcadero, e da lì attraversare in traghetto fino a Bellagio, il paese al centro della Y, in quindici minuti.
Quel traghetto, con i tre bracci del lago che si aprono attorno, è la gita.
Domande frequenti
Come si vede l'Ultima Cena di Leonardo?
Prenotando con mesi di anticipo: entrano trentacinque persone ogni quindici minuti con orario assegnato, e quel contingente si esaurisce. Se vieni per un fine settimana, prenota prima di comprare il volo. È nel refettorio di Santa Maria delle Grazie.
Perché l'Ultima Cena è così rovinata?
Perché Leonardo non la dipinse ad affresco. L'affresco si fa su intonaco umido e dura secoli, ma obbliga a lavorare in fretta e lui voleva poter correggere, così usò la tempera su intonaco secco. Cominciò a staccarsi dopo vent'anni. Ciononostante sopravvisse a una bomba che nel 1943 distrusse il resto del refettorio.
Come si va al lago di Como da Milano?
In treno, quaranta minuti. Il trucco è non andare a Como città, la meno bella, ma a Varenna, la cui stazione è accanto all'imbarcadero, e attraversare in traghetto fino a Bellagio in quindici minuti. Il lago ha la forma di una Y rovesciata e quel traghetto passa proprio dal centro.