Cosa vedere a Venezia
14 h di percorso4 tappeMeglio: Da aprile a giugno e da settembre a ottobreAggiornato luglio 2026
Buona parte di ciò che a Venezia sembra decorativo è in realtà la soluzione tecnica a un problema strano: costruire una città sul fango, senza acqua potabile, senza terreno solido e senza cavalli. Guardata così, la città diventa molto più interessante.

La gondola è l’esempio migliore, e non è quello che la gente crede.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
La gondola, storta apposta
Una gondola misura circa undici metri ed è costruita con otto legni diversi, ognuno scelto per una proprietà: rovere, ciliegio, olmo, tiglio. E soprattutto: non è simmetrica. Il fianco sinistro è di circa ventiquattro centimetri più lungo del destro, e lo scafo è deliberatamente inclinato.
Il motivo è che il gondoliere voga in piedi, sempre dal lato destro e con un remo solo. Una barca simmetrica girerebbe di continuo. Con l’asimmetria la forza del remo compensa esattamente la deriva e la barca va dritta. È ingegneria navale risolta a occhio per secoli.
Che siano tutte nere viene da una legge suntuaria del Seicento: le famiglie gareggiavano decorandole con oro e sete, e la Repubblica lo vietò. Il ferro dentato di prua ha sei denti in avanti che rappresentano i sei sestieri e uno all’indietro per la Giudecca.
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L’acqua alta e il MOSE
L’acqua alta non allaga Venezia: la marea sale sopra il livello delle calli quando luna, scirocco e bassa pressione si mettono d’accordo. Succede soprattutto tra ottobre e gennaio, dura qualche ora e cala da sola.
Quando è prevista suona una sirena con toni che indicano quanti centimetri ci si aspetta, e il comune monta passerelle rialzate lungo i percorsi principali.
Dal 2020 è operativo il MOSE, un sistema di paratoie mobili installate sul fondo delle tre bocche per cui la laguna comunica con l’Adriatico. Quando è prevista una marea alta si riempiono d’aria, emergono e isolano la laguna dal mare. Ha già evitato allagamenti importanti, anche se manutenzione e costi restano oggetto di discussione.
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La Scuola Grande di San Rocco
Le scuole veneziane erano confraternite laiche di mutuo soccorso, e quella di San Rocco commissionò al Tintoretto nel 1564 l’intera decorazione della propria sede. Ci lavorò più di vent’anni e lasciò oltre cinquanta tele che stanno esattamente dove le collocò, senza essere mai passate da un museo.
La sala superiore, con il soffitto interamente dipinto, obbliga a guardare in alto finché non fa male il collo. Ci sono specchi a mano a disposizione per vederla senza spezzarsi.
È stata chiamata la Cappella Sistina di Venezia e, a differenza dell’altra, non c’è quasi mai fila. È probabilmente la cosa più impressionante della città dopo San Marco.
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La Biennale e l’Arsenale
L’Arsenale superava per dimensioni ogni complesso industriale d’Europa prima della rivoluzione industriale: nel momento di massima attività impiegava migliaia di persone e funzionava con una catena di montaggio, lo scafo avanzava lungo un canale e a ogni stazione gli si aggiungeva un pezzo, capace di finire una galea in un giorno. Venezia lo mostrava alle ambasciate straniere come dimostrazione di potenza.
Oggi buona parte del recinto ospita la Biennale, che alterna arte e architettura di anno in anno e occupa anche i padiglioni nazionali dei Giardini.
Fuori stagione di biennale l’Arsenale si visita solo in parte, ma vale la pena girarci intorno da fuori: la porta di terra, del 1460, con i leoni di pietra portati dalla Grecia, uno dei quali con iscrizioni runiche incise da mercenari scandinavi nell’XI secolo.
Domande frequenti
Perché le gondole sono nere e storte?
Nere per una legge suntuaria del Seicento che ne vietò la decorazione, perché le famiglie gareggiavano con oro e sete. E asimmetriche per ingegneria: il fianco sinistro è di circa ventiquattro centimetri più lungo per compensare il fatto che il gondoliere voga in piedi dal lato destro con un remo solo, e così la barca va dritta.
Che cos’è l’acqua alta e quando succede?
La marea che sale sopra il livello delle calli, soprattutto tra ottobre e gennaio, con certe combinazioni di luna, vento e pressione. Dura qualche ora e cala da sola. Si avvisa con la sirena e si montano passerelle. Dal 2020 funziona il MOSE, paratoie mobili che isolano la laguna dal mare quando è prevista.