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Francoforte in un giorno
8 h di percorso5 tappeMeglio: Qualsiasi giorno tranne la domenica, quando i negozi chiudono per leggeAggiornato luglio 2026
Francoforte si vede in un giorno perché è davvero piccola: il centro storico, la cattedrale, il fiume e una torre da cui guardare tutto stanno in un quadrato di un chilometro e mezzo di lato. Ciò che sorprende è dentro quel quadrato, ed è che quasi niente di ciò che sembra antico lo è. Il centro storico bruciò per intero nel marzo del 1944 e quello che oggi si calpesta è stato inaugurato nel 2018.

La giornata prende forma da sola: mattina al Römerberg e alla cattedrale, mezzogiorno attraversando il Meno sulla passerella di ferro, pomeriggio al Museumsufer o duecento metri più in alto sulla Main Tower, e sera a Sachsenhausen con una brocca di terracotta in tavola. Tutto a piedi. È la città tedesca in cui serve meno guardare una mappa della metropolitana.
Il percorso, tappa per tappa
5 TAPPE- 01
Il Römerberg, e cosa stai guardando davvero
Il Römer fa da municipio di Francoforte dal 1405 e questa parte è vera: la città comprò la casa da una famiglia di mercanti e da sei secoli vi fa la stessa cosa.
Ciò che c’è intorno è un’altra storia. La notte del 22 marzo 1944 il bombardamento alleato rase al suolo quello che era il più grande insieme di case a graticcio d’Europa, e della piazza non rimase nulla in piedi.
Quello che vedi ora è stato costruito due volte: poche case negli anni cinquanta e l’intero quartiere tra il 2012 e il 2018, trentacinque edifici di cui quindici sono ricostruzioni esatte degli originali e venti sono opera nuova che li imita. Non è una scenografia né un imbroglio: è una decisione su cui la città ha discusso per decenni. Saperlo non le toglie merito, glielo sposta.
- 02
La cattedrale che non ebbe mai un vescovo
Il Kaiserdom, il duomo imperiale, non ha mai avuto un vescovo, quindi tecnicamente non è mai stata una cattedrale: è una chiesa parrocchiale con un curriculum enorme. Dalla Bolla d’Oro del 1356, i sette principi elettori del Sacro Romano Impero si chiudevano qui, nella cappella del conclave, a eleggere l’imperatore, e dal 1562 lo incoronavano anche all’interno. Dieci incoronazioni di fila, fino al 1792.
Vale a dire: per quattro secoli e mezzo, la persona più potente dell’Europa centrale usciva eletta da questo edificio, in una città che allora aveva poche migliaia di abitanti. La cappella dove si votava è ancora lì ed è grande come un salotto.
Se ti restano le gambe, la torre sono trecentoventotto gradini e dà la migliore vista ravvicinata del centro storico dall’alto.
- 03
L'Eiserner Steg e il verso dell'Odissea
La passerella di ferro attraversa il Meno dal 1868 e la pagarono i cittadini, stanchi di aspettare che il comune si decidesse. È il modo di passare dall’altra parte e il punto da cui si scatta la foto che riassume la città: le torri delle banche da un lato, la guglia della cattedrale dall’altro e il fiume in mezzo.
Guarda in cima all’arco, dove quasi nessuno guarda: c’è un verso dell’Odissea scritto in greco, «navigando sul mare color del vino verso uomini di un’altra lingua». In una città che vive del denaro che va e viene, e dove più della metà della gente ha un’origine fuori dalla Germania, la scelta della frase non è casuale.
I lucchetti del parapetto sono molto più recenti e molto meno interessanti.
- 04
La Main Tower, l'unico belvedere dello skyline
Nessun’altra città tedesca ha veri grattacieli, e il motivo è noioso e decisivo: qui ci sono la Banca Centrale Europea, la Bundesbank e la Borsa, e con esse duecento e passa banche. Da qui i soprannomi, Mainhattan e Bankfurt, che in Germania si dicono con una certa ironia.
Di tutte queste torri, la Main Tower è l’unica con un belvedere aperto al pubblico: duecento metri e una piattaforma all’aperto, senza vetro, in cui si sente la città.
Sali a fine pomeriggio: si vede il sole tramontare sul Taunus e accendersi gli uffici uno a uno, che è l’immagine onesta di ciò che è questa città. Chiude col brutto tempo, perché è allo scoperto.
- 05
Sachsenhausen e il bicchiere a rilievo
Sachsenhausen occupa la riva sud e beve Apfelwein, il sidro di mela che in dialetto si chiama Ebbelwoi ed è la bevanda di questa città, non la birra. Si ordina a brocca: il Bembel è di terracotta grigia con disegno blu e arriva con un bicchiere chiamato Geripptes, con il rilievo a rombi all’esterno.
Il rilievo non è un ornamento. Con le mani unte dal mangiare con le dita, un bicchiere liscio scivola e uno rigato no: è tutto qui, ed è per questo che il bicchiere è così da generazioni.
Il sidro è acido e non piace quasi a nessuno la prima volta. Provalo puro prima di allungarlo con acqua o gassosa, che è ciò che farà il tuo vicino. In molte osterie di sempre, per giunta, si paga solo in contanti.
Domande frequenti
Vale la pena Francoforte per un giorno?
Sì, e un giorno basta: il centro storico, la cattedrale, il fiume e il belvedere della Main Tower stanno in un quadrato che si attraversa a piedi in venti minuti. È la città tedesca più pratica per uno scalo, perché l'aeroporto ha un treno diretto al centro e una stazione dell'alta velocità propria.
È antico il centro storico di Francoforte?
Il Römer, il municipio, sì: è lì dal 1405. Il resto della piazza no. Il bombardamento del 22 marzo 1944 rase al suolo il più grande insieme di case a graticcio d'Europa, e il quartiere che vedi è stato ricostruito tra il 2012 e il 2018: trentacinque edifici, quindici copie esatte e venti di opera nuova.
Cos'è l'Apfelwein di Francoforte?
Il sidro di mela che è la bevanda della città, Ebbelwoi in dialetto. Si serve in una brocca di terracotta chiamata Bembel e si beve in un bicchiere con rilievo a rombi, il Geripptes, il cui disegno esiste perché non scivoli dalle dita unte. Il quartiere è Sachsenhausen.