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Un fine settimana a Monaco

18 h di percorso5 tappeMeglio: Da maggio a settembre, quando l'Isar e i giardini della birra apronoAggiornato luglio 2026

IN BREVE

Monaco ha più metri quadrati di buoni musei di qualsiasi altra città tedesca e, allo stesso tempo, un fiume in cui la gente si bagna in pieno centro. Un fine settimana basta per entrambe le cose a patto di non provare a farle lo stesso giorno: il sabato è al chiuso e la domenica all'aperto.

Nymphenburg’s baroque facade head-on from the gravel avenue, statues flanking it
© Richard Bartz , Munich aka Makro Freak · CC BY-SA 2.5 · Wikimedia Commons

L'unica condizione è non volere anche le Alpi. Sono a un'ora di treno e attirano molto, ma infilare Neuschwanstein in un fine settimana significa passare uno dei due giorni interi in autobus e tornare di notte. Se vieni due giorni, resta. Se vieni tre, allora sì.

Il percorso, tappa per tappa

5 TAPPE
  1. 01

    Sabato: l'Alte Pinakothek

    ⏱ 3 h

    I Wittelsbach governarono la Baviera settecentotrentotto anni di fila, un record europeo, e in quel tempo comprarono molti quadri. L'Alte Pinakothek aprì nel 1836 per mostrarli e fu tra le prime gallerie pubbliche del mondo: Ludovico I la fece costruire con l'idea esplicita che altri musei la copiassero, e la copiarono.

    Dentro c'è la più grande collezione di Rubens del mondo, l'autoritratto di Dürer in cui tutti si imbattono in qualche libro, Altdorfer, Brueghel. È nel Kunstareal, un quartiere con tre pinacoteche e diversi altri musei in quattro isolati, quindi la trappola è provarne due lo stesso giorno.

    Non farlo: una, bene, e poi in strada.

  2. 02

    Sabato: Nymphenburg

    ⏱ 3 hVenti minuti in tram dal centro

    Il palazzo d'estate dei Wittelsbach è una facciata di settecento metri con un parco dietro più grande del centro storico, e ci si arriva in tram in venti minuti.

    Qui nacque Ludovico II, il re dei castelli, nel 1845, e qui c'è la carrozza dorata con cui girava di notte nella neve, che spiega il personaggio meglio di qualsiasi cartello.

    La sala da vedere è la Schönheitengalerie: trentasei ritratti di donne che Ludovico I fece dipingere semplicemente perché le trovava belle, senza badare alla classe sociale, ci sono figlie di calzolai accanto a principesse, e una di loro, la ballerina Lola Montez, finì per costargli il trono nel 1848.

    È un capriccio reale dell'Ottocento raccontato con tutta la faccia tosta del mondo, ed è ancora lì.

  3. 03

    Sabato sera: il tavolo che non è tuo

    ⏱ 3 h

    In una birreria di Monaco non c'è il «tavolo per due»: ci sono panche lunghe e ci si siede dove restano due posti, accanto a chi c'è. Si chiede «è libero?», ti fanno posto e basta. A chi viene dal sud dell'Europa questo sembra imbarazzante per dieci minuti e poi è la cosa migliore della serata.

    L'eccezione ha un cartello e conviene riconoscerla: se sul tavolo c'è un cartello che dice Stammtisch, quello è il tavolo degli avventori di sempre e non è per te, anche se è vuoto. È un'istituzione secolare e non si discute.

    Il resto è semplice: la birra si ordina a Maß, un litro, e se te la portano con due dita di schiuma vuol dire che è spillata bene.

  4. 04

    Domenica: il Deutsches Museum

    ⏱ 4 hSu un'isola dell'Isar, a quindici minuti a piedi dal centro

    Nessun museo di scienza e tecnologia supera questo, montato per giunta su un'isola del fiume, il che dice già qualcosa sulle dimensioni del progetto. Fu fondato nel 1903 con un'idea allora insolita: che la gente comune potesse toccare le macchine invece di guardarle dietro un cordone. Funziona ancora così.

    C'è un vero sottomarino tagliato a metà, miniere ricostruite sotto il pavimento in cui si cammina, aerei appesi e dimostrazioni di fulmini a diverse centinaia di migliaia di volt a orari fissi. Non si vede tutto: è impossibile, e chi ci prova esce odiandolo. Scegli due piani.

    Ed è il piano della domenica perfetto perché in Germania la domenica non si può fare quasi nient'altro.

  5. 05

    Domenica: fare il bagno nell'Isar

    ⏱ 3 hIl Flaucher, a sud, in metropolitana più dieci minuti a piedi

    L'Isar scorreva incassato nel cemento finché tra il 2000 e il 2011 la città spese una fortuna per restituirgli il suo letto naturale: tolse i muri, allargò l'alveo, mise la ghiaia. Andò bene, e oggi ci sono otto chilometri di fiume selvaggio dentro la città in cui ci si può bagnare.

    Il posto è il Flaucher, a sud: ampi banchi di ghiaia, salici, gente che fa il barbecue e si bagna. L'acqua viene dal disgelo alpino, quindi è gelida ad agosto e ha ancora corrente, perciò non è una piscina e ci sono tratti con avvisi.

    È la cosa più monacense che si possa fare una domenica pomeriggio, ed è gratis.

Domande frequenti

Basta un fine settimana per vedere Monaco?

Sì, se ripartisci: un giorno di musei, il Kunstareal o il Deutsches Museum, e un altro di strada, fiume e giardini della birra. Quello che non ci sta è aggiungere le Alpi: Neuschwanstein ti mangia uno dei due giorni interi in autobus.

Come funziona sedersi in una birreria di Monaco?

Ci si siede dove c'è posto, su panche lunghe e con sconosciuti: si chiede se è libero e ti fanno posto. L'unica eccezione è il tavolo con il cartello Stammtisch, quello degli avventori di sempre, che non si occupa nemmeno se è vuoto.

Ci si può bagnare nel fiume di Monaco?

Sì. L'Isar è stato rinaturalizzato tra il 2000 e il 2011 e ci sono otto chilometri di fiume dentro la città dove la gente si bagna. Il posto classico è il Flaucher, a sud. L'acqua è disgelo alpino: gelida anche ad agosto e con corrente, quindi ci sono tratti con avvisi.

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