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I quartieri di Giacarta
6 h di percorso4 tappeMeglio: Raggruppa per zona: attraversare la città due volte al giorno è perderlaAggiornato luglio 2026
Giacarta si capisce come un asse nord-sud, e quell’asse è anche una linea del tempo. A nord c’è il vecchio: il porto da cui arrivarono gli olandesi, la Batavia coloniale, la Chinatown. A sud c’è il nuovo: i grattacieli, i centri commerciali, la classe media e i bar.

E in mezzo, il centro politico con il Monas e la moschea. La regola qui non è quale quartiere sia migliore, è non attraversare tutto l’asse due volte in un giorno, perché il traffico ti fa pagare ogni tentativo.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
Kota Tua e il nord
Il nord custodisce l’origine: qui arrivarono gli olandesi nel XVII secolo e fondarono Batavia, la capitale del loro impero commerciale in Asia per trecento anni. Restano la piazza Fatahillah con l’antico municipio, gli edifici coloniali restaurati a metà e il porto di Sunda Kelapa con le sue golette di legno.
Ed è anche la zona che se la passa peggio: il nord di Giacarta è ciò che affonda, fino a 25 centimetri l’anno in alcuni punti, con interi quartieri sotto il livello del mare dietro una diga.
Questa doppia condizione, lo splendore coloniale e l’acqua che avanza, è ciò che rende questa zona la più interessante della città e la più scomoda.
- 02
Glodok
Vicoli stretti, mercati umidi, templi all’incenso e il miglior cibo del nord. È una delle Chinatown più antiche del Sud-est asiatico e non ha niente di scenografico: non ci sono turisti e la gente fa la sua vita.
Conviene conoscerne la storia per capire ciò che vedi: la comunità cinese di Giacarta ha subito episodi molto duri. Il massacro del 1740 sotto gli olandesi e le rivolte del 1998 durante la caduta di Suharto, quando Glodok fu saccheggiato e incendiato. Per decenni fu vietato insegnare il cinese e celebrare il capodanno in pubblico.
Che oggi il quartiere sia vivo, con i templi aperti e il mercato pieno, è una storia di resistenza e non un dato da opuscolo.
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Menteng e il centro
Il quartiere residenziale che gli olandesi tracciarono a inizio Novecento come città giardino, con strade alberate e ville art déco, e che poi occupò l’élite politica indonesiana. È uno dei pochi posti verdi e tranquilli del centro.
Un dato che sorprende: Barack Obama visse qui da bambino, tra i sei e i dieci anni, e andò a una scuola pubblica del quartiere. Sua madre aveva sposato un indonesiano. C’è una sua statua da bambino in un parco vicino.
Intorno ci sono il Monas, la moschea Istiqlal e la cattedrale, così il centro politico e quello residenziale si percorrono insieme.
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Il sud: Kemang, Senopati, Blok M
Nel sud vive ed esce la classe media di Giacarta, e dove la città smentisce la sua fama: caffè di specialità, buoni ristoranti, bar e terrazze. Blok M ha l’ambiente più popolare, Senopati il più moderno e Kemang, il quartiere degli espatriati, una via di mezzo.
Ed ecco la cosa migliore capitata a questa città in decenni: l’MRT. Giacarta non ha avuto la metro fino al 2019 (una megalopoli di dieci milioni senza metro, in pieno Ventunesimo secolo) e ora la linea sud funziona, è pulita, puntuale e non conosce l’ingorgo. L’ampliamento è in costruzione.
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Domande frequenti
Dove alloggiare a Giacarta?
Vicino a una stazione dell’MRT, ed è tutta qui la regola: in questa città l’hotel non si sceglie per le foto ma per se ti libera dal traffico. Il sud (Senopati, Blok M, Kemang) ha i bar e i ristoranti. Il centro, vicino al Monas, ti lascia a piedi dalla moschea e con il treno verso il nord.
Giacarta ha la metro?
Sì, dal 2019: una megalopoli di dieci milioni è stata senza metro fino ad allora. La linea sud funziona bene, è pulita e puntuale, e non conosce l’ingorgo. C’è un’ampliamento in costruzione. C’è anche un treno regionale, quello che porta a nord, a Kota Tua.
Obama ha vissuto a Giacarta?
Sì, nel quartiere di Menteng, tra i sei e i dieci anni, quando sua madre sposò un indonesiano. Andò a una scuola pubblica del quartiere e c’è una sua statua da bambino in un parco vicino. Menteng fu tracciato dagli olandesi come città giardino a inizio Novecento.