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Città del Messico in un giorno
9 h di percorso4 tappeMeglio: Da marzo a maggio e da ottobre a novembreAggiornato luglio 2026
Città del Messico si legge a strati, e sono tutti impilati nello stesso punto: sotto c’è Tenochtitlan, la capitale azteca fondata nel 1325 su un’isola del lago di Texcoco, sopra, la città coloniale che gli spagnoli costruirono con le pietre della precedente, e sopra tutto, la megalopoli di oggi. Nel Centro Histórico si vedono tutte e tre insieme senza muoversi da una piazza.

Un giorno basta per quella piazza e i suoi dintorni, con calma. Il resto (Chapultepec, Coyoacán, Xochimilco) è lontano e chiede la sua giornata.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
Lo Zócalo e la cattedrale
La Plaza de la Constitución, che tutti chiamano Zócalo, è una delle piazze maggiori più grandi del mondo e occupa esattamente il centro cerimoniale di Tenochtitlan. Gli spagnoli non scelsero il posto per caso: costruirci sopra era il modo di chiarire chi comandava.
La cattedrale metropolitana fu innalzata nell’arco di quasi due secoli e mezzo con pietra cavata dai templi aztechi, ed è storta a occhio nudo: come tutta la città sprofonda, e il suolo cede in modo diseguale. Dentro c’è un filo a piombo appeso che lo dimostra.
Ci sono voluti lavori nel sottosuolo enormi per stabilizzarla e il dislivello si sente ancora camminandoci dentro.
- 02
Il Templo Mayor
Nel febbraio del 1978 alcuni operai della compagnia elettrica scavavano una trincea dietro la cattedrale e trovarono un monolito di oltre tre metri: la dea Coyolxauhqui, smembrata, scolpita in un disco di pietra.
Stava proprio ai piedi del Templo Mayor, il tempio doppio degli aztechi, che fino ad allora si sapeva essere da quelle parti ma non esattamente dove.
Si decise di demolire le case sopra e di scavare. Oggi il sito si percorre su passerelle, vedendo le sette fasi costruttive sovrapposte, ogni sovrano ampliava il tempio avvolgendo il precedente, e il museo accanto custodisce quello che è stato trovato, Coyolxauhqui compresa e una quantità enorme di offerte.
- 03
Il Palazzo Nazionale e i murales di Rivera
Il Palazzo Nazionale occupa il lato est dello Zócalo, su quello che fu il palazzo di Moctezuma. Quello da vedere sta nello scalone principale: il murale che Diego Rivera dipinse fra il 1929 e il 1935, con la storia del Messico dal mondo preispanico alla lotta di classe del Novecento, tutto in un’unica composizione gigantesca.
Non è decorazione: Rivera ci mise ritratti riconoscibili, propaganda esplicita e la propria lettura politica di ogni episodio.
I corridoi del cortile proseguono con pannelli sulla vita indigena prima della conquista. Conviene controllare prima le condizioni di accesso, perché è sede del governo e cambiano.
- 04
Bellas Artes e l’Alameda
Il Palacio de Bellas Artes fu iniziato nel 1904 in marmo di Carrara e pesava talmente tanto per un suolo che è fango di lago che cominciò a sprofondare durante i lavori. Si fermò, si riprogettò e non fu finito fino al 1934, ormai in art déco all’interno. È sceso di vari metri: si vede perché l’ingresso resta sotto il livello della strada.
Dentro c’è il sipario di cristallo realizzato dalla casa Tiffany di New York con quasi un milione di pezzi, che raffigura i vulcani Popocatépetl e Iztaccíhuatl, e murales di Rivera, Orozco e Siqueiros.
Di fronte, l’Alameda Central è il parco pubblico più antico d’America, del 1592.
Domande frequenti
Perché Città del Messico sprofonda?
Perché è costruita sul letto di un lago prosciugato e per decenni si è estratta acqua dal sottosuolo, con cui il terreno argilloso si compatta. La città scende di vari centimetri all’anno e in modo diseguale, per questo ci sono edifici coloniali visibilmente storti, come la cattedrale o Bellas Artes.
Come si scoprì il Templo Mayor?
Per caso, nel febbraio del 1978: alcuni operai della compagnia elettrica scavavano una trincea dietro la cattedrale e trovarono il monolito della dea Coyolxauhqui. Si demolirono gli edifici sopra e si scavò il tempio doppio azteco, che oggi si visita con un museo proprio.