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Cosa vedere a Città del Messico

14 h di percorso4 tappeMeglio: Da marzo a maggio e da ottobre a novembreAggiornato luglio 2026

IN BREVE

Lo Zócalo e i suoi dintorni sono il punto di partenza, ma la città ha altre due cose che la rendono diversa da qualsiasi capitale americana: il muralismo, che fu una politica di Stato per raccontare la storia a un paese in gran parte analfabeta, e la scala del preispanico, che continua a saltare fuori sotto.

A masked luchador on the ropes of the ring, in black and white
© Joe Hernandez joehernandez · CC0 · Wikimedia Commons

E poi c’è quello che quasi nessuno visita ed è fra il meglio: una città universitaria costruita negli anni Cinquanta che è patrimonio Unesco per intero.

Il percorso, tappa per tappa

4 TAPPE
  1. 01

    Il muralismo, e dove vederlo

    Dopo la Rivoluzione, il ministro dell’Istruzione José Vasconcelos incaricò i pittori di riempire di murales gli edifici pubblici: il paese era in gran parte analfabeta e l’idea era raccontare la storia nazionale sui muri, dove non servisse saper leggere.

    Da lì nacque il movimento più importante dell’arte messicana del Novecento.

    I tre grandi furono Rivera, Orozco e Siqueiros, e si vedono gratis o quasi: nel Palazzo Nazionale, nell’antico Colegio de San Ildefonso, dove tutto cominciò, nella Segreteria della Pubblica Istruzione, che ha più di cento pannelli di Rivera nei suoi cortili, e a Bellas Artes.

  2. 02

    La Città Universitaria (UNAM)

    La Città Universitaria fu costruita fra il 1949 e il 1952 su un campo di lava vulcanica a sud della città, ed è patrimonio Unesco dal 2007 come esempio del modernismo del Novecento. Vi parteciparono più di sessanta architetti, oltre agli artisti.

    Quello da vedere è la Biblioteca Centrale: una torre-scatola le cui quattro facciate sono coperte da un murale a mosaico di pietra naturale di Juan O’Gorman, fatto con pietre colorate raccolte in tutto il paese, senza pittura. Racconta la storia del Messico su ogni lato.

    Accanto c’è lo Espacio Escultórico, un anello di blocchi di cemento sulla lava, fra le cose più strane e più belle della città.

  3. 03

    La Basilica di Guadalupe

    Sul colle del Tepeyac, a nord, sta la basilica di Santa María de Guadalupe, che riceve milioni di pellegrini l’anno ed è il santuario cattolico più visitato al mondo dopo il Vaticano. Il 12 dicembre ne arrivano diversi milioni in pochi giorni.

    Ci sono due templi: quello antico, del Settecento, talmente sprofondato e storto che si è dovuto chiudere e puntellare, e quello nuovo, del 1976, circolare, di Pedro Ramírez Vázquez, lo stesso del Museo di Antropologia, progettato perché diecimila persone vedano l’altare insieme.

    La tilma con l’immagine sta dietro l’altare, sopra nastri trasportatori che fanno passare la gente senza che si fermi.

  4. 04

    La lucha libre

    La lucha libre messicana non ha niente a che vedere con il wrestling statunitense: segue una tradizione propria, con lottatori mascherati la cui identità reale può restare nascosta per tutta la carriera, e una divisione morale netta fra técnicos, che combattono pulito, e rudos, che imbrogliano.

    La cosa più seria che può succedere in un incontro è una lucha de apuestas: il perdente si toglie la maschera in pubblico e dice il suo vero nome, e non se la rimette mai più. È un momento con peso vero, non un espediente di copione.

    Si vede all’Arena México e all’Arena Coliseo, ed è uno spettacolo familiare e molto popolare.

Domande frequenti

Dove si vedono i murales di Diego Rivera a Città del Messico?

Sullo scalone del Palazzo Nazionale, con la storia del Messico in un’unica composizione, nei cortili della Segreteria della Pubblica Istruzione, con più di cento pannelli, nel Colegio de San Ildefonso, dove cominciò il muralismo, e a Bellas Artes. Diversi sono ad accesso gratuito o molto economico.

Vale la pena andare alla lucha libre?

Molto, ed è un piano familiare ed economico. L’Arena México è la principale. Ha regole proprie: técnicos contro rudos, maschere che nascondono l’identità reale del lottatore, e luchas de apuestas in cui il perdente si scopre in pubblico e non si rimaschera più.

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