Vancouver in un giorno
9 h di percorso4 tappeMeglio: Da giugno a settembre. Il resto dell'anno piove, e parecchioAggiornato luglio 2026
Stanley Park non è un parco progettato. Central Park fu disegnato su un terreno, con ogni albero piantato e ogni collina costruita. Qui è il contrario: era una riserva militare, la città la chiese nel 1886 e in sostanza lasciarono il bosco che c'era già. Ci sono cedri e abeti di Douglas secolari in piedi, e in alcune parti è vera foresta pluviale temperata, con felci all'altezza della testa, a dieci minuti dal distretto finanziario.

È questa la proposta di Vancouver intera e non è una frase da depliant: è una città di vetro incastrata fra un bosco, un oceano e una cordigliera, e in un giorno si possono toccare tutti e tre. L'altra cosa da sapere è che quasi niente di quello che sembra antico qui lo è: la città ha centoquarant'anni e l'orologio «vittoriano» che compare in tutte le foto è del 1977.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
Il seawall
Il seawall percorre ventotto chilometri attaccati all’acqua senza un solo incrocio di auto, ed è il lungomare ininterrotto più lungo del mondo: si fa a piedi o in bici con l’oceano da un lato e la città dall’altro. Il tratto di Stanley Park sono nove chilometri e si fa in bici in un’ora abbondante, a senso unico e in senso antiorario, che è obbligatorio.
E ha un autore quasi unico: James Cunningham, un mastro scalpellino scozzese che lavorò al muro per trentadue anni, fino a quando andò in pensione nel 1955, e che dopo continuava a farsi vedere in cantiere nei fine settimana per sorvegliare. Ci vollero sessant’anni per finire l’anello.
C’è una targa a lui dedicata nel tratto nord e una gara annuale che porta il suo nome. È una di quelle infrastrutture che non ha fatto un’impresa: l’ha fatta un signore, a poco a poco.
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Stanley Park da dentro
Quattrocentocinque ettari, più di Central Park, e la differenza importante non è la dimensione: è che qui non hanno piantato niente. Infilati per i sentieri dell’interno, uscendo dal seawall, e in cinque minuti sei in un bosco umido con enormi cedri rossi, muschio che pende e un silenzio strano. È vera foresta pluviale temperata, dello stesso tipo di quella della costa del Pacifico, e sei dentro una città.
A Brockton Point ci sono i totem, l’attrazione più visitata di tutta la Columbia Britannica. E conviene sapere cosa sono: non sono di qui. Furono portati da altre parti della costa a partire dagli anni Venti, e sono di popoli diversi: haida, kwakwaka’wakw, nuu-chah-nulth.
Diversi degli originali oggi stanno nei musei e quello che vedi sono repliche fatte da intagliatori di quelle stesse nazioni. Non è una scenografia: è uno spostamento con una storia, e i cartelli accanto lo spiegano senza nasconderlo.
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Granville Island
Di isola non ha niente, e di antico nemmeno: era un banco di sabbia alla foce, riempito nel 1916 per metterci le fabbriche, e per decenni fu una zona industriale sporca e inquinata sotto un ponte. Negli anni Settanta si decise di non demolirla ma di riconvertirla, mantenendo i capannoni di lamiera e i silos di cemento, che sono ancora lì e ancora funzionano.
Oggi è un mercato pubblico con banchi di pesce, frutta e formaggio, più laboratori di artigiani, un teatro e una cementeria in attività in mezzo a tutto, perché non se n’è mai andata.
Ci si arriva con dei traghetti minuscoli che attraversano l’acqua in cinque minuti e che sembrano giocattoli. È una delle migliori riconversioni industriali che esistano proprio perché non l’hanno ripulita del tutto.
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Gastown e l'orologio del 1977
L’orologio a vapore di Gastown compare in più foto di qualsiasi altra cosa a Vancouver, e tutti lo danno per vittoriano: è di bronzo, fischia, butta vapore e batte le ore con una melodia. È del 1977.
Lo progettò un orologiaio locale, Raymond Saunders, e fu fatto con uno scopo quanto mai prosaico: in quell’angolo c’era uno sfiato di vapore del teleriscaldamento, i senzatetto ci dormivano sopra perché era l’unico posto caldo, e il comune volle coprirlo con qualcosa che per giunta attirasse i turisti. Ha funzionato fin troppo bene: oggi ci sono gruppi che aspettano che batta l’ora.
E c’è un dettaglio che completa l’ironia: per anni ha funzionato più a elettricità che a vapore, perché il vapore da solo non bastava a muovere il meccanismo. Gastown è il centro «vecchio» di Vancouver, con i ciottoli e i lampioni, ed è del 1886, quindi qui l’antico ha l’età del tuo bisnonno.
Domande frequenti
Cosa vedere a Vancouver in un giorno?
Il seawall in bici (28 km, il lungomare ininterrotto più lungo del mondo), Stanley Park da dentro, che è vera foresta pluviale temperata, Granville Island in traghetto e Gastown. È tutto a breve distanza e in un giorno si toccano il bosco, l'oceano e la città.
Stanley Park è come Central Park?
No, ed è questa la differenza importante: Central Park fu progettato e piantato albero per albero, e Stanley Park è il bosco che c'era già e che lasciarono quando la città chiese la riserva militare nel 1886. Ha 405 ettari, più di Central Park, e in alcune parti è vera foresta pluviale temperata.
È antico l'orologio a vapore di Gastown?
No: è del 1977. Lo progettò un orologiaio locale e fu costruito per coprire uno sfiato di vapore del teleriscaldamento su cui dormivano i senzatetto, e già che c'era per attirare turisti. Ha funzionato fin troppo bene. Per anni, per giunta, tirava più a elettricità che a vapore.