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Parigi: consigli pratici

5 tappeAggiornato luglio 2026

IN BREVE

Si dice bonjour entrando. In un negozio, in una panetteria, in una farmacia, salendo su un taxi, rivolgendosi a qualcuno per strada: prima bonjour, e poi la domanda. Sembra una banalità da manuale ed è esattamente il contrario: è la norma sociale più importante di questo paese e spiega metà della fama di scontrosi che hanno i francesi. Non sono scontrosi. È che sei entrato nel loro negozio e hai cominciato a parlare senza salutare, e qui è maleducazione.

A Hector Guimard metro entrance, with its art nouveau ironwork
© Arthur Weidmann · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il resto di Parigi è facile: la città è piccola, la metro arriva ovunque e si cammina meglio di quanto si guidi. Quello che resta da sapere sono quattro cose di calendario e di regole: che giorno chiude ogni museo, che ad agosto la città si svuota, che il biglietto della metro non vale per il RER dell'aeroporto, e che ci sono borseggiatori dove ci sono turisti, qui come dappertutto.

Il percorso, tappa per tappa

5 TAPPE
  1. 01

    Bonjour, e perché conta così tanto

    La regola non ammette eccezioni e sta in una riga: entrando in un qualsiasi locale, o rivolgendoti a chiunque, la prima cosa che esce dalla tua bocca è «bonjour», o «bonsoir» a partire dalle sei di sera. Solo dopo viene la domanda. E uscendo, «merci, au revoir». Non è opzionale e non è folclore: in Francia un negozio è uno spazio semiprivato, ed entrare senza salutare è come entrare in casa di qualcuno e non dire niente.

    La conseguenza è enorme e pochissimi la collegano: quasi tutta la fama di antipatici che hanno i parigini con i turisti viene da qui. Il turista entra e spara «do you speak English?» a bruciapelo, il commesso lo registra come una scortesia e risponde con freddezza, e il turista conclude che i francesi sono scontrosi.

    Prova a dire bonjour prima, anche se il resto lo dici in inglese, e vedrai che la città cambia carattere in un giorno. È il consiglio più economico e più redditizio di questa pagina.

  2. 02

    I giorni di chiusura

    Questo errore rovina più fine settimana a Parigi di qualsiasi altro, e non è su nessuna copertina. Il Louvre chiude il martedì. Il Musée d'Orsay e Versailles chiudono il lunedì. Il Centre Pompidou chiude il martedì. Molti musei comunali chiudono il lunedì. Se vieni dal venerdì al lunedì e non lo controlli, puoi ritrovarti metà della tua lista chiusa proprio il giorno in cui l'avevi pianificata.

    E ci sono due cose che giocano a tuo favore se le conosci. Una: parecchi musei nazionali hanno l'ingresso gratuito la prima domenica del mese, ma questo significa coda e folla, quindi è un'arma a doppio taglio. Due: alcuni aprono una sera a settimana fino a tardi, e quelle ore serali sono di gran lunga il momento migliore per vedere il Louvre, perché i gruppi se ne sono già andati.

    Guarda il calendario del museo prima di fissare l'ordine delle tue giornate, non dopo.

  3. 03

    Il biglietto della metro non vale per l'aeroporto

    La metro e il RER condividono i binari nel centro e sembrano la stessa cosa, ma non lo sono: la metro è urbana e il RER è regionale, e un normale biglietto della metro non copre il RER fino a Charles de Gaulle. Quel tragitto ha il suo biglietto, più caro, e non è una trappola: è che esci dalla zona urbana.

    Questo conta perché ci sono i controllori e perché le multe non sono simboliche, e perché per giunta con un biglietto insufficiente il tornello di uscita dell'aeroporto semplicemente non ti fa passare e resti chiuso con la valigia. Compra il biglietto giusto alla macchina.

    La buona notizia, di nuovo, è Orly: dato che lì arriva la linea 14, che è metro normale, lì vale il biglietto di sempre. È l'eccezione ed è per questo che conviene ricordarla.

  4. 04

    Agosto, e i borseggiatori

    Ad agosto i parigini se ne vanno e molti bistrot di quartiere chiudono due o tre settimane intere, con un cartello scritto a mano sulla saracinesca. Quello che resta aperto è soprattutto ciò che è pensato per il turista. È lo stesso fenomeno di Roma e ha la stessa conseguenza: la città si vede uguale, ma si mangia peggio. Se puoi scegliere, vieni da maggio a giugno o a settembre.

    E i borseggiatori: esistono, e sono esattamente dove te li immagini, cioè dove la gente guarda in alto o consulta il telefono. La linea 1 della metro, i dintorni della torre, Montmartre e le scale del Sacré-Cœur. Non è una città pericolosa e non avrai problemi. È furto d'occasione.

    Portafoglio nella tasca davanti, zaino davanti in metro, e non tirare fuori il telefono in mezzo a una scala mobile. Con questo, è fatta.

  5. 05

    I dati sul cellulare

    A Parigi il cellulare fa due lavori precisi. Uno: i biglietti, che qui sono quasi tutti con orario e con codice sul telefono. Il Louvre, la Sainte-Chapelle, la torre, le catacombe, Versailles. Due: guardare il RER, perché con il Roissybus chiuso il RER B è la via per l'aeroporto e conviene vedere se ci sono disservizi prima di uscire dall'albergo con il volo addosso.

    La copertura è buona in tutta la città e c'è rete in metro.

    Una eSIM si attiva prima di uscire di casa e funziona all'atterraggio, cosa che a CDG serve per la prima cosa che farai: controllare se il tuo RER è uno dei diretti o di quelli che fermano ovunque, che sono venti minuti di differenza.

Domande frequenti

I francesi sono scontrosi?

No: è che non hai detto bonjour. In Francia si saluta entrando in un qualsiasi locale e prima di chiedere qualcosa, e non farlo viene registrato come una scortesia. Quasi tutta la fama di antipatici dei parigini con i turisti viene da lì. Di' bonjour prima, anche se continui in inglese, e la città cambia carattere.

Il biglietto della metro vale per andare all'aeroporto di Parigi?

Per CDG no: il RER B è regionale e ha il suo biglietto, più caro. Con uno insufficiente il tornello di uscita non ti fa passare. Per Orly sì, perché dal 2024 ci arriva la linea 14, che è metro normale senza supplemento aeroporto. È l'eccezione.

Qual è il periodo migliore per andare a Parigi?

Da maggio a giugno o a settembre. Ad agosto i parigini se ne vanno e molti bistrot di quartiere chiudono due o tre settimane, così resta solo ciò che è pensato per il turista: la città si vede uguale ma si mangia peggio. E guarda i giorni di chiusura: il Louvre chiude il martedì, Orsay e Versailles il lunedì.

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