Osaka in un giorno
9 h di percorso4 tappeMeglio: Da marzo a maggio e da ottobre a novembreAggiornato luglio 2026
Osaka non si visita per i suoi monumenti, e conviene saperlo subito: se vieni cercando templi e giardini, Kyoto è a quindici minuti di treno proiettile ed è lì che stanno. Quello che ha Osaka è strada, cibo e un modo di stare che non somiglia a quello del resto del Giappone.

Un giorno si organizza bene in due metà: la mattina al castello e nel poco di monumentale che c’è, e il pomeriggio e la sera nel sud, fra Dotonbori e Shinsekai, che è dove la città è se stessa.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
Il castello di Osaka
Toyotomi Hideyoshi lo fece costruire nel 1583 come il castello più imponente del Giappone, e da lì uscì il potere che unificò il paese. Bruciò nell’assedio del 1615, fu rifatto, bruciò di nuovo per un fulmine, e quello che si vede oggi è una ricostruzione del 1931 in cemento armato, pagata per sottoscrizione popolare in piena crisi.
Conviene saperlo prima di entrare per non restare delusi: da fuori è una torre di cinque piani con finiture dorate e dentro è un museo moderno con ascensore. Quello davvero antico è la parte bassa: le mura e il fossato, con blocchi di granito di centinaia di tonnellate portati via mare, e alcuni con i segni dei clan che li fornirono.
Il parco intorno è enorme e gratuito, e in primavera è fra i posti migliori della città per vedere i ciliegi.
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Dotonbori
Dotonbori accumula lungo un canale, con una passerella su ciascun lato, le insegne luminose, i granchi meccanici giganti e i ristoranti che compongono l’immagine che tutti hanno di Osaka. Era il quartiere dei teatri dal Seicento e da lì gli viene il chiasso. L’insegna del corridore della Glico fu montata nel 1935 ed è oggi la sesta versione, a led dal 2014. Il ponte di Ebisubashi, davanti, è il posto dove mezza città si fa la foto con le braccia in alto imitandolo. Intorno ci sono i banchi di takoyaki e le code dei ristoranti che compaiono ovunque.
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Shinsekai e la torre Tsutenkaku
Shinsekai, «nuovo mondo», fu costruito nel 1912 copiando due modelli insieme: la metà nord imitava Parigi, con una torre ispirata alla Eiffel, e quella sud Coney Island. Poi la zona rimase tagliata fuori per decenni e oggi conserva un’aria da anni Cinquanta che non ha nessun altro posto in Giappone.
L’attuale Tsutenkaku è del 1956, perché l’originale fu smantellata durante la guerra per recuperare il ferro. In cima c’è il Billiken, una figurina sorridente di origine statunitense che qui è stata adottata come dio della fortuna: gli si strofinano le piante dei piedi per esprimere desideri. È il quartiere del kushikatsu, ed è lì che vale la regola di non intingere due volte.
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L’Umeda Sky Building
A nord, a Umeda, ci sono due torri di quaranta piani unite in cima da una piattaforma circolare, il Giardino Fluttuante, che fu montata a terra e issata intera con martinetti idraulici nel 1993. Si sale con scale mobili a vetri che attraversano il vuoto fra le due torri a più di cento metri, e questo è già metà della visita. In cima c’è una terrazza aperta da cui si vede tutta la città e, con la giornata limpida, il mare. È la vista di Osaka, e funziona particolarmente bene al tramonto, quando si accendono le luci del nord.
Domande frequenti
Vale la pena il castello di Osaka?
Sì, sapendo cos’è: la torre attuale è una ricostruzione del 1931 in cemento, con ascensore e museo dentro, non un edificio storico. Quello davvero antico sono le mura e il fossato, con blocchi di granito di centinaia di tonnellate. Il parco è enorme, gratuito e spettacolare in primavera.
Si può visitare il sito dell’Expo 2025 di Osaka?
No. L’Expo si è tenuta dal 13 aprile al 13 ottobre 2025 e il recinto di Yumeshima si sta smontando da dicembre 2025. Si conserveranno circa duecento metri del Grand Ring per un futuro parco municipale, ma oggi non c’è visita: l’isola è destinata a un complesso con casinò verso il 2030.