Mangiare e bere a Osaka
3 h di percorso4 tappeMeglio: Tutto l’annoAggiornato luglio 2026
A Osaka ci sono due parole che spiegano l’intera città. Una è kuidaore, che significa rovinarsi mangiando e che gli stessi abitanti usano come orgoglio locale. L’altra è tenka no daidokoro, «la cucina del Giappone», il soprannome guadagnato in epoca Edo, quando tutto il riso del paese passava di qui prima di essere distribuito.

La conseguenza pratica è che qui si mangia in piedi, ai banchi, e si cambia posto ogni due bocconi. L’alta cucina esiste, ma non è ciò che definisce Osaka.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
Il takoyaki
Palline di pastella con un pezzo di polpo dentro, fatte su una piastra a fossette semisferiche che il cuoco gira con due punteruoli a una velocità che sembra un trucco. Furono inventate a Osaka nel 1935 e sono il simbolo di strada della città.
Vanno con salsa densa, maionese, alga in polvere e scaglie di bonito, che si muovono con il calore e sembrano vive.
Avviso serio: dentro sono quasi liquide e a temperatura di lava. Bisogna aspettare, e anche così la prima brucia sempre.
- 02
L’okonomiyaki, alla maniera di Osaka
Okonomiyaki significa più o meno «alla piastra come vuoi». A Osaka si mescolano in una ciotola la pastella, il cavolo tritato e il resto degli ingredienti e si versa tutto insieme sulla piastra. A Hiroshima, invece, si fa a strati e con i noodle. Dire a Osaka che quello di Hiroshima è migliore è entrare in una discussione lunga.
Molti posti hanno la piastra sul tavolo stesso e te lo lasciano fare, con più o meno supervisione. Va con salsa, maionese, alga e bonito, come il takoyaki.
Un parente stretto è il negiyaki, più sottile e con cipollotto al posto del cavolo.
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Il kushikatsu e la regola della salsa
I kushikatsu arrivano in spiedini di carne, verdura, formaggio o qualsiasi cosa, impanati in pangrattato fine e fritti. Si ordinano uno alla volta e sono il cibo di Shinsekai, il quartiere dove sono nati.
La regola: su ogni tavolo c’è un barattolo di salsa comune e si intinge lo spiedino UNA sola volta, prima del primo morso. Niente reimmersione dopo aver morso, per ovvie ragioni di igiene condivisa.
Se vuoi più salsa, si prende un pezzo del cavolo crudo che mettono gratis e si usa come cucchiaio. È scritto sui cartelli dappertutto e te lo diranno gentilmente se te ne dimentichi.
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Il mercato di Kuromon e il butaman
Il mercato di Kuromon funziona da circa duecento anni ed era dove si rifornivano i ristoranti della città. Oggi è metà mercato e metà via di cibo da asporto: capesante alla brace, tonno tagliato davanti a te, frutta cara e perfetta, ricci di mare aperti sul momento. È diventato molto turistico, ma la qualità resta.
E c’è una coda che vedrai in tutta la città, soprattutto nelle stazioni: quella dei butaman della casa 551, panini di maiale al vapore che sono la merenda e il regalo di viaggio standard di Osaka.
Vanno con senape e salsa di soia, e si mangiano camminando.
Domande frequenti
Cosa bisogna mangiare a Osaka?
Takoyaki in un banco di strada, inventato qui nel 1935, okonomiyaki allo stile di Osaka, con tutto mescolato prima della piastra, e kushikatsu a Shinsekai. Come merenda, un butaman al vapore. E tutto in piedi e cambiando posto, che è quello che significa kuidaore.
Perché non si può intingere due volte nel kushikatsu?
Perché il barattolo di salsa di ogni tavolo è comune e lo usano tutti. Si intinge lo spiedino una sola volta, prima del primo morso. Se vuoi più salsa, si usa un pezzo del cavolo crudo che mettono gratis per versartela sopra. È annunciato sui cartelli in tutti i locali.