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I templi di Bangkok, con criterio
5 h di percorso4 tappeMeglio: Dalle 8:00 alle 11:00. Sono di pietra bianca e a mezzogiorno abbaglianoAggiornato luglio 2026
Quattrocento e passa templi buddisti, e la tentazione è incatenarli finché non si mescolano. Non farlo: dal quarto in poi sono tutti dorati e hanno tutti un Buddha. Il bello sta nello scegliere quelli che raccontano cose diverse.

Questi quattro non si ripetono: uno custodisce la figura più sacra del paese, un altro è un record di dimensioni e una scuola di massaggio, un altro è rivestito di stoviglie rotte e l’ultimo è l’unica collina della città e non ha quasi turisti. I primi tre sono insieme. Il quarto è quello che salta chiunque.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
Wat Phra Kaew, nel Grande Palazzo
Nel tempio reale non vivono monaci, e questo lo distingue da tutti gli altri. La figura è di giada, misura sessantasei centimetri ed è così in alto da sembrare piccola. Il re le cambia l’abito tre volte l’anno secondo la stagione, e quella cerimonia è tra le cose più serie del paese.
Intorno al cortile corre un murale di quasi due chilometri che racconta tutto il Ramakien, la versione thailandese del Ramayana, scena per scena. Nessuno lo guarda perché è sul muro in fondo.
Guardalo: è un fumetto del Settecento lungo due chilometri.
- 02
Wat Pho
Il Buddha sdraiato non entra nella sua sala, ed è esattamente la sensazione che cercavano: lo vedi a pezzi, come chi guarda una balena da una barca. Le piante dei piedi, tre metri di madreperla, sono l’ultima cosa e la migliore. Ma Wat Pho è più del record. Fu la prima università del paese: sulle pareti ci sono iscrizioni di medicina, astrologia e massaggio, incise perché il sapere non andasse perduto. La scuola di massaggio è ancora aperta ed è ancora quella vera, non una spa con musica di flauto.
- 03
Wat Arun
La torre è alta settanta metri e da lontano sembra di ceramica liscia. Da vicino scopri che è fatta di piatti, ciotole e tazze rotti, incastonati uno a uno: le navi cinesi portavano le stoviglie come zavorra e qualcuno decise che non si buttavano. I fiori sono fondi di tazza.
Si sale per scale quasi verticali e c’è poca gente in cima. Dalla terrazza si vede la curva del fiume e, di fronte, l’intero Grande Palazzo.
È l’unico posto da cui si capisce la forma di Rattanakosin.
- 04
Wat Saket, quello che salta chiunque
Il Monte d’Oro non arrivò mai a monte: è una collina artificiale eretta sulle rovine di una torre che affondò nel fango, perché Bangkok è una pianura alluvionale e qui non c’è roccia. Si sale per una rampa a spirale di circa trecento gradini, all’ombra e con campane lungo il cammino, e non costa nulla. In cima c’è la migliore lezione di geografia della città: gira di trecentosessanta gradi e verifica che Bangkok è assolutamente piatta fino all’orizzonte in ogni direzione. È anche uno dei pochi posti dove il turismo è minoranza e la gente che sale lo fa per pregare.
Domande frequenti
Quanti templi bisogna vedere a Bangkok?
Tre o quattro, scelti perché non si ripetano. Il Grande Palazzo con il Buddha di Smeraldo, Wat Pho per il Buddha sdraiato e Wat Arun per la porcellana sono i tre imprescindibili e sono vicini. Il quarto, se hai tempo, che sia Wat Saket, l’unico con vista.
C’è un codice di abbigliamento in tutti i templi?
Al Grande Palazzo si applica alla porta ed è rigido: gambe e spalle coperte. Gli altri chiedono lo stesso per rispetto e il rigore varia, ma andando coperto non ci devi pensare. In tutti bisogna togliersi le scarpe per entrare nella sala del Buddha.