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Phuket: consigli pratici
6 tappeAggiornato luglio 2026
Quasi tutto ciò che va storto qui va storto per tre motivi, e dieci minuti di lettura li evitano tutti e tre: l’acqua in stagione dei monsoni, il motorino a noleggio e il trasporto. Nessuno ha a che fare con la sfortuna, ed è per questo che sono tutti e tre all’inizio di questa pagina.

Il resto è il solito tropico: caldo umido dodici mesi l’anno, un sole che brucia anche a cielo coperto e una stagione delle piogge che non è un muro d’acqua ma un forte temporale al giorno. L’isola funziona tutto l’anno. Ciò che cambia da stagione a stagione non è il cielo, è il mare.
Il percorso, tappa per tappa
6 TAPPE- 01
La bandiera rossa non è un ornamento
Di tutta questa pagina, questo consiglio pesa di più e si ignora di più. Da maggio a ottobre il monsone solleva correnti di risacca sulle spiagge della costa ovest, che sono tutte, e ogni stagione si affoga: quasi sempre stranieri, quasi sempre dopo essersi bagnati oltre una bandiera rossa, quasi sempre nel punto che dalla sabbia sembrava il più tranquillo della spiaggia.
È proprio questo il problema: la striscia dove le onde non frangono è il canale da cui l’acqua torna al largo. Con la bandiera rossa non si entra, anche se vedi gente in acqua, e se ti trascina, non nuotare contro la corrente: si esce nuotando parallelamente alla riva finché non si esce dal canale.
Le spiagge con bagnino lo segnalano ogni mattina. Quelle senza, in quei mesi, meglio guardarle.
- 02
Il motorino: casco, patente e la foto dei graffi
Mezza Phuket noleggia un motorino, e niente batte questo per muoversi, con tre condizioni non negoziabili. La prima: casco, sempre, e ci sono controlli di polizia che lo verificano. La seconda: patente internazionale con categoria moto. Senza, guidi senza copertura, e questo conta molto più della multa il giorno che c’è un sinistro.
La terza evita il problema classico: prima di partire, fai il giro del motorino fotografando e filmando ogni graffio, con chi lo noleggia davanti. La discussione alla riconsegna per un colpo che c’era già si risolve da sola se hai le foto e non si risolve mai se non le hai.
E non lasciare il passaporto come cauzione: lascia una copia.
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Taxi, songthaew e perché tutto costa
Phuket non funziona come Bangkok: qui il trasporto su strada è in poche mani, i prezzi sono alti per la Thailandia e il tassametro quasi mai entra nell’equazione. Il prezzo si concorda prima di salire, e se non te lo dicono prima, non salire. In aeroporto usa lo sportello ufficiale, con tariffa per zone, che ti risparmia la conversazione.
I songthaew, pick-up con due panche dietro, sono l’opzione davvero economica, con il dettaglio che già conosci: partono da Phuket Town verso ogni spiaggia e tornano, quindi servono per andare in paese, non da spiaggia a spiaggia.
Se hai intenzione di muoverti ogni giorno, il conto di solito pende verso il noleggio di moto o auto.
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La moto d’acqua e i danni
La richiesta di danni alla riconsegna di una moto d’acqua è abbastanza nota a Patong da far intervenire le autorità thailandesi più volte negli anni. Il copione è sempre lo stesso: torni, spunta un graffio sullo scafo e spunta anche una cifra.
La difesa è la stessa del motorino su strada ed è puramente documentale: prima di uscire, filma un giro completo della macchina con chi te la noleggia nell’inquadratura.
Se non te lo lasciano fare, ecco la risposta e lì finisce il noleggio. E non lasciare il passaporto al chiosco per nessun motivo.
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Elefanti: cavalcare o non cavalcare
Sull’isola le passeggiate sull’elefante sono pubblicizzate ovunque e conviene sapere cosa c’è dietro: perché un elefante accetti una sella e una persona sopra bisogna sottometterlo prima, da cucciolo, con un processo che non compare nel dépliant. La colonna dell’animale, inoltre, non è fatta per portare peso sopra.
L’alternativa cresciuta a Phuket sono i santuari dove gli animali non si cavalcano e non si esibiscono: li si vede mangiare, fare il bagno e stare. La distinzione pratica è semplice: se il posto ti offre di salire, fare numeri o lavare l’elefante a tuo ritmo, non è un santuario per quanto lo abbia nel nome.
È una delle poche decisioni del viaggio che non costa nulla prendere bene.
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Dati sul telefono
A Phuket userai il telefono più che in una città, perché qui tutto si risolve con la mappa: dov’è il songthaew, quanto ci vuole davvero fino a Kata, dove ferma lo Smart Bus. La copertura mobile è buona su tutta l’isola, spiagge del nord e del sud comprese, e cade solo all’interno della montagna e a una certa distanza dalla costa.
Una eSIM si attiva prima di uscire di casa e funziona appena atterri, il che aiuta in un aeroporto dove la prima decisione è come arrivare in hotel.
Nelle gite in barca metti in conto di restare senza segnale buona parte della giornata: scarica la mappa dell’isola offline prima di imbarcarti e non contare di avere dati a Phi Phi.
Domande frequenti
È sicuro fare il bagno a Phuket?
Da novembre ad aprile sì, il mare è piatto. Da maggio a ottobre dipende dal giorno e lo dice la bandiera della spiaggia: con la rossa non si entra. Ogni stagione si affoga sulla costa ovest dopo essersi bagnati oltre una bandiera rossa su una spiaggia che sembrava tranquilla.
Serve la patente internazionale per noleggiare un motorino a Phuket?
Sì, con la categoria moto. Ci sono controlli di polizia che la chiedono, ma l’importante non è la multa: senza patente valida l’assicurazione non copre, e questo pesa molto di più il giorno di un incidente. Il casco è obbligatorio e viene controllato anch’esso.
Qual è il periodo migliore per andare a Phuket?
Da novembre ad aprile, la stagione secca: mare piatto, acqua limpida e tutte le gite alle isole in funzione. Da maggio a ottobre piove forte ma a tratti, c’è meno gente e tutto costa meno. Ciò che cambia davvero non è la pioggia, è il mare.