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Cosa vedere ad Abu Dhabi
8 h di percorso4 tappeMeglio: La moschea al tramonto. Il Louvre a mezzogiorno, che è quando entra la luceAggiornato luglio 2026
Il tappeto della sala di preghiera della Grande Moschea l'hanno annodato a mano più di milleduecento persone in Iran, nell'arco di anni. È arrivato ad Abu Dhabi a pezzi, in diverse spedizioni, ed è stato cucito qui dentro fino a formare un unico tappeto di migliaia di metri quadrati: il più grande annodato a mano del mondo. Le cuciture esistono, ma sono fatte in modo che non si vedano né si sentano sotto il piede.

Quel dato dice come funziona questa città: qui le cose non si fanno a scala ragionevole, si fanno alla scala che serve perché siano le maggiori della loro categoria, e si portano i migliori artigiani del mondo a farle. Quello che c'è da vedere ad Abu Dhabi sono quattro o cinque pezzi grandi, tutti di questo secolo tranne uno, e quell'uno, una torre di fango sopra un pozzo, è quello che dà senso agli altri quattro.
Il percorso, tappa per tappa
4 TAPPE- 01
La cupola del Louvre
La cupola ha quasi duecento metri di diametro ed è formata da otto strati sovrapposti di stelle metalliche perforate, quattro all'esterno e quattro all'interno, ruotate le une rispetto alle altre. La luce del sole attraversa tutti e otto, e quello che cade a terra non è un fascio ma migliaia di punti che si muovono nel corso della giornata secondo la posizione del sole. Si chiama pioggia di luce ed è ispirata a come entra la luce fra le foglie di un palmeto.
La struttura pesa all'incirca quanto la torre Eiffel e poggia su soli quattro pilastri, nascosti dentro gli edifici sottostanti, cosicché da fuori sembra sospesa. Sotto ci sono una cinquantina di edifici bianchi separati da canali d'acqua collegati al mare, a imitazione di una medina.
Vacci a mezzogiorno, contro ogni intuizione: è quando il sole è più alto e l'effetto della cupola funziona a pieno regime. Dentro, dedica tempo alla sala iniziale, dove mettono insieme oggetti rituali di religioni diverse fatti nella stessa epoca. Quello è l'argomento del museo intero.
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La Grande Moschea, da vicino
Da lontano sembra una massa bianca enorme. Da vicino è artigianato, e bisogna abbassarsi a guardare il pavimento del cortile: i fiori e le ghirlande che lo coprono non sono dipinti né sono mosaico. Sono intarsiati nel marmo, pezzo per pezzo, con la tecnica fiorentina del commesso di pietre dure, usando lapislazzuli, giada, ametista e madreperla. Quel cortile è un unico quadro di migliaia di metri quadrati fatto con pietra colorata.
Dentro, il tappeto e i lampadari. Fuori, ottantadue cupole e quattro minareti che mescolano apposta tre tradizioni architettoniche diverse del mondo islamico, perché questo paese non ne aveva una propria. Sheikh Zayed, fondatore e primo presidente degli Emirati, è sepolto qui e c'è gente che prega per lui a tutte le ore.
È gratis, bisogna andare coperti, tuniche prestate all'ingresso, e ci sono norme di comportamento fatte rispettare con fermezza, pose per le foto comprese. È un luogo di culto in attività prima che un monumento, e questo si nota.
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Il palazzo che si può visitare
Qasr Al Watan, il palazzo presidenziale degli Emirati, continua a ricevere capi di stato. Nel 2019 hanno deciso di aprirne buona parte al pubblico, e quel gesto è raro: non è un palazzo museo, è la sede in attività del potere di questo paese, e si può entrare e passeggiare per le sale dove si firmano le cose.
Dentro è marmo bianco, cupole e una sala centrale con un lampadario gigante e una geometria islamica che si può seguire con lo sguardo per un bel po'. C'è la sala del consiglio, la sala dei banchetti e una biblioteca con manoscritti. È spudoratamente ostentato e il punto è proprio quello: è costruito perché chi entra capisca chi comanda qui.
È recente, è stato terminato nel 2017, e non pretende altro. Vacci nel pomeriggio e resta per lo spettacolo di luci della facciata, che è gratis col biglietto e parecchio meglio di come suona.
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Le mangrovie
Nessuna cartolina mostra questo, la sorpresa migliore di Abu Dhabi: la città ha una foresta di mangrovie dentro il suo territorio, con canali di acqua salata fra le radici, e si percorre in kayak. Silenzio, aironi, fenicotteri in stagione e pesci che saltano, con le torri del centro che spuntano sopra gli alberi.
Le mangrovie del Golfo sono un ecosistema durissimo: sono alberi che vivono con le radici immerse in acqua salata e che espellono il sale dalle foglie. Qui proteggono la costa, filtrano l'acqua e sono l'asilo di buona parte della fauna marina di questo pezzo di mare. Sono protette, ci sono aree interdette e negli ultimi decenni si è ripiantato parecchio, all'interno della politica di piantare alberi che questo paese porta avanti dalla sua fondazione.
Si esce di prima mattina o al tramonto, che è quando c'è fauna e quando non ti arrostisci. Dopo un Louvre e una moschea da quarantamila persone, infilarsi lì a remare è il miglior contrasto possibile.
Domande frequenti
Cosa bisogna vedere ad Abu Dhabi?
La Grande Moschea Sheikh Zayed, gratis, col cortile di fiori intarsiati nel marmo e il più grande tappeto annodato a mano del mondo, il Louvre Abu Dhabi e la sua cupola di otto strati perforati che fa piovere luce, il palazzo presidenziale Qasr Al Watan, che si visita, il forte di Qasr Al Hosn, sopra il pozzo che spiega la città, e le mangrovie, che si percorrono in kayak dentro il territorio comunale.
La Grande Moschea di Abu Dhabi è gratis?
Sì, l'ingresso è gratuito, e all'entrata prestano tuniche a chi ne ha bisogno: bisogna andare coperti, uomini e donne. È un luogo di culto in attività prima che un monumento, con norme di comportamento fatte rispettare con fermezza, pose per le foto comprese. Vacci al tramonto: l'illuminazione esterna cambia colore a seconda della fase della luna di quella notte.