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OZU /EMIRATI ARABI UNITI /ABU DHABI /GUIDA

Gite da Abu Dhabi

10 h di percorso4 tappeMeglio: Da novembre a marzo. D'estate l'interno è semplicemente letaleAggiornato luglio 2026

IN BREVE

A un paio d'ore dalla Corniche comincia il Rub al-Khali, il Quarto Vuoto: il più grande deserto di sabbia continuo del pianeta, un mare di dune grande come la Francia che copre buona parte della penisola arabica e nel quale non vive praticamente nessuno. Il nome gliel'hanno dato gli arabi stessi e descrive esattamente quello che c'è. Le dune raggiungono altezze difficili da credere e il silenzio là dentro è un fenomeno fisico.

The Liwa dunes, on the edge of the Empty Quarter
© Nepenthes · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Quello è il vicino di Abu Dhabi, ed è la gita migliore che si possa fare da qui insieme all'altra: Al Ain, l'oasi al confine con l'Oman dove l'acqua si distribuisce da tremila anni per canali a gravità. Le due cose raccontano lo stesso dai due lati: come si vive in un posto senz'acqua. E le due hanno la stessa condizione, che non ammette trattative: da maggio a settembre, questo non si fa.

Il percorso, tappa per tappa

4 TAPPE
  1. 01

    Liwa e il Quarto Vuoto

    ⏱ Un día largoCirca due ore e mezza a sud-ovest

    A due ore e mezza verso sud-ovest c'è Liwa, un arco di oasi sul bordo del grande deserto di sabbia, e dietro cominciano le dune vere: alcune fra le più alte del mondo, montagne di sabbia di trecento metri che si possono salire in fuoristrada.

    Ed ecco il dato che dà senso ad Abu Dhabi intera: da quest'oasi è uscita la tribù Bani Yas, che è da dove viene la famiglia che governa il paese. Vivevano qui, di datteri e cammelli, e si spostavano sulla costa d'estate per immergersi a cercare perle. Quando trovarono il pozzo dell'isola, si stabilirono lì. Cioè che la linea retta va da questi palmeti al Louvre, in due generazioni e mezza.

    Si può dormire nel deserto, si può salire la duna grande e c'è una strada fino in cima a una di esse. Porta acqua in abbondanza, non infilarti nella sabbia senza guida e non farlo mai d'estate: qui il caldo uccide e non è un modo di dire.

  2. 02

    Al Ain

    ⏱ Un díaUn'ora e mezza a est, attaccata al confine con l'Oman

    Un'oasi vera con più di centomila palme, Patrimonio dell'Umanità, a un'ora e mezza dalla costa. Ci si cammina dentro, fra i lotti, all'ombra, e ci sono diversi gradi in meno che fuori: è l'aria condizionata originale.

    Quello che bisogna capire è il falaj, il sistema di irrigazione, che funziona da tremila anni e continua a irrigare questo posto oggi. Sono canali che portano l'acqua da falde e dalle montagne a chilometri, per gravità, senza una sola pompa, calcolando una pendenza minima lungo distanze enormi. E non è solo ingegneria: è diritto. L'acqua si distribuisce fra le famiglie a turni misurati in tempo, un sistema che si eredita, si compra e si vende, e che ha funzionato per millenni senza un computer.

    Accanto c'è il Jebel Hafeet, milleduecento metri con una strada a tornanti fino in cima, e alle sue pendici ci sono tombe di cinquemila anni fa, anch'esse Patrimonio dell'Umanità. Al Ain è il meglio di questo emirato e non ci va quasi nessuno.

  3. 03

    L'isola degli animali

    ⏱ Un díaCirca tre ore a ovest, più un traghetto

    A circa tre ore a ovest, e poi un traghetto, c'è un'isola che è una delle storie più strane di questo paese: Sir Bani Yas. Sheikh Zayed, il fondatore, la trasformò negli anni settanta in una riserva di vita selvatica privata e si mise a piantare alberi e a liberare animali su un'isola che era roccia nuda e sale.

    Oggi ci sono decine di migliaia di animali liberi: orici d'Arabia (la specie che si estinse in libertà nel 1972 e che è stata recuperata allevandola, e per la quale quest'isola fu un pezzo chiave), gazzelle, giraffe, ghepardi, iene. Si percorre in fuoristrada o in bici e non ci sono recinzioni attorno agli animali.

    Che un paese del Golfo abbia un safari proprio, con una fauna in parte non originaria di qui e in parte sì e che era estinta, è una questione su cui si può discutere.

    Ma l'orice è innegabile: cinquant'anni fa non ne restava nessuno libero sul pianeta e adesso ci sono branchi, e programmi come questo sono la ragione. È una giornata lunga e bisogna dormire vicino o lì.

  4. 04

    Le corse di cammelli

    ⏱ Media mañanaIn piste dell'interno, presto e nella stagione invernale

    D'inverno ci sono corse di cammelli su piste dell'interno, di prima mattina, ed è uno spettacolo genuinamente locale a cui va gente di qui e non turisti. I cammelli da corsa valgono fortune, ci sono linee di sangue e ci sono aste, e la passione è seria.

    La prima cosa che vedi ti spiazza: i fantini sono robot. Degli apparecchi piccoli legati alla gobba, con un braccio meccanico che tiene il frustino, radiocomandati dai fuoristrada che corrono in parallelo alla pista, coi proprietari al volante che danno istruzioni.

    Sembra fantascienza e ha una ragione che va raccontata per intero: fino agli anni duemila, chi montava quei cammelli erano bambini, molti portati dall'Asia meridionale e dall'Africa, quanto più piccoli e leggeri meglio era. Fu uno scandalo internazionale documentato per anni, e sotto quella pressione la pratica fu vietata e i bambini sostituiti da robot. Cioè che quell'aggeggio ridicolo legato alla gobba è la fine di una storia molto brutta. Vederlo sapendolo è un'altra cosa.

Domande frequenti

Che gite si possono fare da Abu Dhabi?

Al Ain, a un'ora e mezza, con la sua oasi Patrimonio dell'Umanità irrigata da canali di tremila anni che funzionano solo per gravità, e la montagna del Jebel Hafeet con tombe di cinquemila anni fa, Liwa e il bordo del Quarto Vuoto, a due ore e mezza, il più grande deserto di sabbia continuo del pianeta e da dove è uscita la famiglia regnante, e l'isola di Sir Bani Yas, con orici e ghepardi liberi. Da maggio a settembre, niente di tutto questo.

Perché i fantini delle corse di cammelli sono robot?

Perché prima erano bambini. Fino agli anni duemila, chi montava i cammelli da corsa erano minori, molti portati dall'Asia meridionale e dall'Africa, quanto più piccoli e leggeri meglio era. Fu uno scandalo internazionale documentato per anni e sotto quella pressione la pratica fu vietata e furono sostituiti da robot radiocomandati dai fuoristrada che corrono in parallelo alla pista. Quell'apparecchio legato alla gobba è la fine di una storia molto brutta.

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