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Budapest: consigli pratici

1 h di percorso5 tappeMeglio: Tutto l’annoAggiornato luglio 2026

IN BREVE

I bagni termali sono il programma che porta molta gente a Budapest e anche quello in cui si improvvisa di più: si arriva senza ciabatte, senza asciugamano e senza sapere che in alcune piscine coperte la cuffia è obbligatoria. Niente di grave, ma si risolve meglio sapendolo prima.

The yellow neo-Baroque façade of the Széchenyi baths, with its domes
© Christine Zenino from Chicago, US · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

E l’altra sorpresa classica sono i soldi: l’Ungheria è nell’Unione europea dal 2004 e non usa l’euro. Si paga in fiorini, e anche se molti posti accettano la carta senza problemi, è al cambio per strada che si perde denaro.

Il percorso, tappa per tappa

5 TAPPE
  1. 01

    Il fiorino, che non è l’euro

    Qui si paga in fiorini ungheresi (HUF, forint) e non in euro, nonostante l’Ungheria sia entrata nell’Unione europea nel 2004. Le cifre spaventano all’inizio perché i prezzi hanno molti zeri, ma ci si abitua in un giorno.

    La carta si accetta quasi ovunque, taxi e trasporti compresi. Se ti serve contante, evita gli uffici di cambio delle zone turistiche e gli sportelli di marchi indipendenti che offrono una «conversione garantita».

    La trappola solita è proporti l’addebito in euro, la cosiddetta conversione dinamica, con un tasso pessimo. Pagare sempre in fiorini è la regola.

  2. 02

    Cosa portare a un bagno termale

    Serve poco: costume, ciabatte, i pavimenti sono bagnati tutto il tempo, asciugamano e qualcosa per i capelli. In diverse piscine coperte, soprattutto quelle di nuoto a corsie, la cuffia è obbligatoria. In quelle termali in cui si sta seduti, di solito no. Asciugamani e accappatoi si noleggiano lì, ma costa più che portarseli. La meccanica è sempre quella: si paga l’ingresso, si riceve un braccialetto che apre un armadietto o una cabina, e dentro si va a piedi nudi. Nelle termali vere la gente sta seduta e ferma, non nuota: l’acqua esce calda e l’abitudine è alternare qualche minuto di caldo con un po’ fuori.

  3. 03

    I trasporti e il biglietto da timbrare

    Budapest ha quattro linee di metro, una rete di tram fitta (il 2, che va lungo la riva del Danubio, è fra i tragitti urbani più belli d’Europa) e autobus, tutto con lo stesso sistema di biglietti e abbonamenti di BKK, salvo l’eccezione del 100E dell’aeroporto.

    Il biglietto singolo va timbrato all’inizio del viaggio e non permette il cambio fra linee di metro senza un biglietto aggiuntivo, quindi per più di due o tre corse al giorno conviene l’abbonamento di 24 ore, 72 ore o settimanale.

    Ci sono controllori con la pettorina alle bocche della metro e salgono sui tram: viaggiare senza timbrare costa caro.

  4. 04

    L’acqua, la mancia e la lingua

    L’acqua del rubinetto si può bere ed è buona in tutta la città. La mancia nei ristoranti si aggira sul dieci per cento ed è un’abitudine consolidata. Conviene guardare il conto, perché alcuni posti includono già un coperto di servizio e allora non serve aggiungere nulla. L’ungherese non è una lingua indoeuropea: non somiglia al tedesco, né alle lingue slave, né a niente che riconosci. I suoi parenti lontani sono il finlandese e l’estone. Non c’è scorciatoia per indovinare le parole. In centro l’inglese funziona bene, e bastano due cortesie: köszönöm è «grazie» ed egészségedre è il brindisi, che conviene provare prima di averne bisogno.

  5. 05

    Dati sul telefono

    La copertura funziona benissimo in tutta la città, metro compresa. Qui arrivare connessi ha due usi concreti: comprare il biglietto del 100E o l’abbonamento nell’app di BKK senza litigare con una macchinetta appena atterrati, e controllare quale bagno termale è aperto, che quest’anno è una domanda dalla risposta mutevole. Con una eSIM esci dal terminal già con i dati e con il biglietto comprato, che è esattamente il momento in cui serve.

Domande frequenti

Si usa l’euro a Budapest?

No. L’Ungheria è nell’Unione europea dal 2004 ma mantiene la sua moneta, il fiorino ungherese. La carta si accetta quasi ovunque. Se ti propongono di addebitare in euro, conviene rifiutare e pagare in fiorini, perché il tasso di quella conversione è di solito pessimo.

Cosa bisogna portare ai bagni termali di Budapest?

Costume, ciabatte e asciugamano. In alcune piscine coperte, soprattutto quelle di nuoto a corsie, la cuffia è obbligatoria. L’asciugamano si può noleggiare lì, ma costa di più. E conviene verificare prima quale è aperto: il Gellért è in lavori fino al 2028 previsto.

Serve il visto per l’Ungheria?

Dipende dal passaporto e le condizioni cambiano, quindi conviene verificarlo alla fonte ufficiale prima di partire. L’Ungheria è nell’Unione europea e nello spazio Schengen, quindi arrivando da un altro paese Schengen non c’è controllo di frontiera.

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