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Mangiare a Punta Cana fuori dal buffet
5 tappeAggiornato luglio 2026
Il tutto incluso ha un problema strutturale senza soluzione che non è colpa di nessuno: un buffet che dà da mangiare contemporaneamente a tedeschi, russi, argentini e statunitensi non può cucinare dominicano, perché il dominicano non piace a tutti e venti al primo colpo. Così cucina il minimo comune denominatore, ed esce quello che esce.

Quello che si mangia in questo paese è semplice, sostanzioso e molto buono: riso bianco con fagioli e carne tutti i giorni (si chiama la bandera, come quella del paese), platano in tutte le sue forme e un brodo della domenica che contiene sette carni. Niente di tutto ciò è nel tuo hotel. Per trovarlo bisogna uscire, e a dieci minuti già comincia a esserci.
Il percorso, tappa per tappa
5 TAPPE- 01
La bandera
Il piatto di tutti i giorni si chiama la bandera dominicana e non è una metafora esagerata: il riso bianco, i fagioli rossi in umido e la carne sono letteralmente i colori, e si mangia a mezzogiorno in tutte le case del paese i trecentosessantacinque giorni. La accompagna insalata verde e, quasi sempre, tostones.
Scritto sembra poco ed è una di quelle cose che si capiscono solo mangiandole: i fagioli hanno la zucca e si cuociono finché non si addensano da soli, e il riso si fa cercando il concón, la crosta tostata sul fondo della pentola, che è la parte che ci si contende.
Cercalo in un comedor di strada, quei posti con quattro tavoli e un’insegna dipinta a mano dove si ferma la gente che lavora.
- 02
Il mangú e i tre colpi
La colazione dominicana comincia con platano verde bollito e schiacciato con l’acqua di cottura fino a ottenere una crema densa, con cipolla marinata sopra. Quello è il mangú. E quando ci metti accanto formaggio fritto, salame fritto e uovo fritto, si chiama mangú con i tre colpi, che è il nome vero e quello usato nel menu. È la colazione che mangia il paese intero prima di lavorare e non ha nulla a che vedere con il tavolo di frutta e crêpe del tuo hotel. Il salame dominicano, tra l’altro, non somiglia a quello italiano: è più morbido, più speziato e si taglia a fette spesse per friggerlo. È una di quelle cose che si assaggiano con diffidenza e si ripetono il giorno dopo.
- 03
Il sancocho, e perché è della domenica
Il sancocho fa da brodo nazionale e da piatto delle occasioni: nella sua versione completa contiene sette carni diverse (manzo, maiale, pollo, capretto, e quel che capita) oltre a manioca, igname, platano e zucca, tutto nella stessa pentola per ore. Si serve con riso bianco a fianco e avocado.
È della domenica e delle feste per un motivo pratico: nessuno lo fa nei giorni feriali perché ci vuole mezza mattina, e per uno culturale. È cibo di tanta gente seduta insieme.
Se te lo offrono in una casa, di’ di sì e non chiedere cosa contiene. È la cosa più dominicana che mangerai e non compare in nessun buffet, tra l’altro perché non si può tenere a vista per tre ore su un vassoio caldo.
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La Presidente vestita da sposa
La birra del paese si chiama Presidente e si ordina grande, da un litro, da condividere, con bicchierini che si riempiono man mano. E si ordina vestita da sposa: così fredda che tirandola fuori dal frigo la bottiglia si copre di brina bianca. Non è un’espressione poetica, è uno standard di servizio e se te la portano senza brina, in un colmado la rimandano indietro.
L’altra bevanda è la mamajuana, e quella va spiegata: una bottiglia con cortecce d’albero, radici ed erbe dentro, che si cura con rum, vino rosso e miele. Sa di sciroppo medicinale con carattere.
Qui le attribuiscono ogni sorta di virtù che non ripeteremo, e l’origine è taina: gli indigeni facevano l’infuso con le stesse cortecce prima che esistesse il rum.
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Il 28% che non è sul menu
Il dato pratico che evita più dispiaceri non compare in nessuna guida: in un ristorante formale dominicano, al prezzo che vedi sul menu si aggiungono due cose alla fine. Un 10% di mancia legale, obbligatoria per legge e che va al personale, e un 18% di ITBIS, che è l’imposta. In totale, un 28% oltre a quello che hai letto.
Non è una truffa e non ammette discussione: è regolamentato e appare dettagliato sulla fattura. Semplicemente bisogna calcolarlo scegliendo il posto, perché un piatto da mille pesos sono milleduecentottanta. La mancia del 10% è già inclusa lì, quindi lasciarne di più è davvero volontario. Nei colmados e nei comedores di strada niente di tutto ciò si applica: lì il prezzo è il prezzo.
Domande frequenti
Cosa si mangia nella Repubblica Dominicana?
La bandera (riso bianco, fagioli in umido e carne) tutti i giorni a mezzogiorno, il mangú con i tre colpi (formaggio fritto, salame e uovo) la mattina, e il sancocho, un brodo di sette carni, la domenica. Niente di tutto ciò di solito è al buffet di un resort.
Si lascia la mancia nella Repubblica Dominicana?
È già inclusa: nei ristoranti formali si aggiunge alla fine un 10% di mancia legale più un 18% di imposta (ITBIS), ovvero un 28% sul prezzo del menu. È regolamentato e dettagliato sulla fattura. Lasciarne di più è volontario. Nei colmados e nei comedores, il prezzo è il prezzo.
Cos'è una Presidente vestita da sposa?
La birra del paese servita così fredda che la bottiglia esce coperta di brina bianca. Non è un'espressione poetica: è lo standard, e in un colmado la rimandano indietro se arriva senza brina. Si ordina da un litro e si condivide in bicchierini piccoli.