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I quartieri di Mumbai

6 h di percorso4 tappeMeglio: Il sud nel weekend. Bandra di notte. Ed evita l'ora di puntaAggiornato luglio 2026

IN BREVE

Una casa privata di ventisette piani, con eliporti, un cinema e parcheggio per più di cento auto, piantata nel centro di Mumbai: è considerata la residenza privata più cara del mondo e ci abita una famiglia. Dalle sue finestre si vedono gli insediamenti informali dove vive una parte enorme della popolazione di questa città. Quelle due cose stanno a vista, insieme, senza metafora.

The buildings of south Mumbai, the station behind
© Yash parmar123 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Mumbai è la città più ricca dell'India e una di quelle col suolo più caro del pianeta, e quella disuguaglianza non è nascosta in periferia: è impilata verticalmente nello stesso campo visivo. Capire i quartieri di qui è capire quello, e anche capire la geografia: la città è una lingua di terra stretta, il sud è la parte storica e i soldi vecchi, il nord è i soldi nuovi e il cinema, e in mezzo ci sono milioni di persone che si muovono in treno.

Il percorso, tappa per tappa

4 TAPPE
  1. 01

    Colaba e il sud

    ⏱ 3 h

    La punta sud della città, dove ci sono il porto, la Porta dell'India, l'albergo, il complesso vittoriano e i musei. È la Mumbai coloniale e quella che si cammina. Colaba Causeway è la strada dei negozi e delle bancarelle, molto battuta e comunque divertente, e dietro ci sono vicoli con caffè antichi e librerie.

    Questo è il quartiere dove alloggia quasi ogni visitatore che viene per la prima volta, e ha senso: si va a piedi ovunque, c'è di tutto ed è la parte più gestibile di una città che non lo è.

    Il difetto è la distanza dall'aeroporto, che sta all'altro estremo e a un'ora buona d'auto con traffico normale. Tieni conto anche che è zona di uffici e di turismo, quindi la città viva, quella di quartiere, va cercata più a nord.

    E qui ci sono i Sassoon Docks, il molo peschereccio dei koli, dove di prima mattina si vende il pesce all'asta e dove si vede la Mumbai che esisteva prima di tutto il resto.

  2. 02

    Bandra

    ⏱ 3 hIn treno suburbano, o dal ponte sul mare dal sud

    A metà strada fra l'aeroporto e il sud, Bandra è il quartiere dove Mumbai mangia, esce e vive: ristoranti, bar, negozi, strade alberate e un'energia completamente diversa da quella del sud. È dove vivono le star del cinema e dove la gente si accalca davanti a certe case del lungomare sperando di vedere un balcone.

    Quello che quasi nessuno guarda è ciò che sta sotto. Bandra era un villaggio di pescatori sotto dominio portoghese, e ne restano ancora dei pezzi: ci sono viuzze con case basse colorate, croci di pietra agli angoli, una chiesa in cima a una collina e cognomi portoghesi sulle cassette della posta.

    Si chiama Ranwar ed è un paese del Cinquecento incastrato fra torri di appartamenti di lusso.

    Camminarci venti minuti, con le bougainville e il silenzio, e uscire di colpo su un viale trafficato, è una delle cose più strane e migliori che si facciano in questa città. E se vieni dal sud, attraversa dal ponte sul mare.

  3. 03

    Malabar Hill e le torri

    ⏱ 2 h

    La collina dei soldi vecchi, che guarda Marine Drive: case basse con giardino e torri di appartamenti con le viste più care dell'India. Là sotto, nascosto, c'è Banganga, una vasca sacra di origine medievale circondata da templi e scalinate, in silenzio, in mezzo al quartiere più caro della città. Non ci va quasi nessuno ed è una delle tappe migliori di Mumbai.

    In cima alla collina, dentro un bosco privato e chiuso, ci sono le torri del silenzio della comunità parsi. Gli zoroastriani non seppelliscono né cremano i loro morti: li lasciano in cima a queste torri, esposti, perché gli avvoltoi li consumino, perché ritengono che la terra e il fuoco non debbano essere contaminati.

    Non si può entrare e non c'è niente da vedere, ma vale la pena saperlo per quello che è venuto dopo: negli ultimi decenni gli avvoltoi dell'India sono crollati fin quasi a sparire, avvelenati da un farmaco veterinario presente nel bestiame. Senza avvoltoi, il rito millenario ha smesso di funzionare. La comunità cerca soluzioni da anni. È una conseguenza ecologica arrivata in un posto che nessuno avrebbe previsto.

  4. 04

    Dharavi, e la domanda scomoda

    Pochi insediamenti informali dell'Asia superano Dharavi: circa un milione di persone in poco più di due chilometri quadrati, in pieno centro geografico di Mumbai.

    E la prima cosa da togliersi dalla testa è l'immagine di un accampamento passivo: Dharavi è una zona industriale che fattura centinaia di milioni all'anno. Lì dentro ci sono officine di riciclaggio che trattano buona parte dei rifiuti plastici della città, concerie, ceramica, ricamo e panifici, con migliaia di attività registrate e non registrate.

    E adesso la parte scomoda, perché è una tua decisione e non mia. Si organizzano visite guidate, e il dibattito etico è reale ed è vivo: c'è chi sostiene che trasformi la povertà in spettacolo, e c'è chi sostiene, abitanti compresi, che rompa lo stigma e che mostri che questo è lavoro e non miseria.

    Se decidi di andarci, ci sono due criteri irrinunciabili: che l'operatore sia della comunità o vi riversi utili in modo verificabile, e che sia vietato fotografare le persone. Se un tour ti offre «foto autentiche», quello no. E se non ti è chiaro, non andarci: non succede niente.

Domande frequenti

Dove alloggiare a Mumbai?

Colaba e il sud se vieni per la prima volta: si va a piedi a tutto lo storico ed è la parte più gestibile, anche se l'aeroporto resta a un'ora buona. Bandra sta a metà strada dall'aeroporto, ha il cibo migliore e la vita notturna, ed è dove vive la città. E la zona del centro finanziario, se vieni per lavoro. Tieni molto conto delle distanze: questa città è una lingua di terra e tutto si muove da sud a nord.

Si deve visitare Dharavi?

È una tua decisione e il dibattito etico è reale. Dharavi non è un accampamento passivo: è una zona industriale con migliaia di attività che fattura centinaia di milioni all'anno, con riciclaggio, concerie e ceramica. Se ci vai, due criteri irrinunciabili: che l'operatore sia della comunità o vi riversi utili in modo verificabile, e che sia vietato fotografare le persone. Se un tour offre «foto autentiche», quello no. E se non ti è chiaro, non andarci.

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